Il caso.

Posti auto introvabili tra porto e Marina: «Siamo allo stremo» 

Protestano residenti e commercianti: «Un problema che tocca tutti quanti» 

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Sono belle le città con poche automobili, così come a volte appaiono sulle riviste o nei rendering di architettura. Ma nella realtà le cose sono più complicate. Ad esempio, nel centro di Cagliari, alla Marina e lungo la via Roma, il problema dei parcheggi rappresenta una delle principali criticità per chi ogni giorno vive il quartiere. La drastica riduzione degli spazi di sosta, dopo la chiusura dell’area parcheggio del porto, destinata alla riqualificazione e alla realizzazione di una struttura ricettiva, ha reso ancora più complessa una situazione che residenti e commercianti definiscono ormai insostenibile.

Le attività

«La mancanza di parcheggi in estate si sente un po’ meno perché arrivano i turisti e il movimento è maggiore», racconta Fulvio Cocco, proprietario di un bar in via Roma. «Le persone continuano a venire per fare colazione, prendere un caffè o un aperitivo», aggiunge, «durante l’inverno, invece, chi arriva da altri quartieri spesso rinuncia perché non trova posto per la macchina, e questo vuoto per noi commercianti si sente».

I lavoratori sottolineano i disagi per la situazione: «Per noi il problema dei parcheggi è veramente serio», dice Miriam Sollai, cameriera di un bar in via Roma, «a volte finiamo alle dieci di sera. Spesso, a causa dell’assenza di parcheggi, siamo costretti a lasciare la macchina lontano, qualche volta persino al Cis e poi dobbiamo tornare a piedi, anche di notte per raggiungerla. Per una donna può essere una situazione pericolosa».

Anche Michele Zuncheddu, storico barista della zona, evidenzia le difficoltà legate agli spostamenti: «Lasciare la macchina molto lontana e doverla raggiungere dopo un lungo turno è davvero faticoso», spiega, «quando si è stanchi, soprattutto dopo tante ore di lavoro, percorrere considerevoli distanze a piedi diventa un disagio».

Gli abitanti

Ma sono soprattutto i residenti a soffrire. «Non possiamo fermarci neanche un attimo per scaricare la spesa», racconta Claudio Azzena, uno degli abitanti della Marina. «Quando la Ztl è aperta, i non residenti che non sarebbero autorizzati a parcheggiare», spiega, «lasciano invece l’auto dentro il quartiere tutto il giorno per andare al lavoro. E alla fine noi non troviamo nulla: questo è un problema anche per chi ha bambini o per le persone con disabilità», conclude. Un’altra residente, Sandra Orrù, conferma le difficoltà per le famiglie: «Chi ha bambini piccoli da accompagnare a scuola o genitori anziani da seguire vive questa situazione ogni giorno. Non sempre è possibile utilizzare l’autobus: ci sono visite mediche, impegni urgenti e necessità quotidiane. Capisco la volontà di spingere le persone a non usare sempre l’auto, ma la macchina non serve solo per spostarsi in città», dice, «serve anche a raggiungere altri centri della Sardegna. Spero davvero si possa risolvere la situazione. Anche in caso di emergenza, uno deve poter raggiungere subito la propria automobile». Le ripercussioni si avvertono anche nella vita religiosa del quartiere. «Prima a Messa venivano in tanti anche da altri quartieri», osserva il sagrestano della chiesa di via Roma, Vinicio Serra, «ora l’assenza di parcheggio ha contribuito a far diminuire i fedeli». Tra le esigenze della riqualificazione urbana e quelle di chi vive e lavora nel quartiere, il tema dei parcheggi resta dunque aperto. Una questione che continua a incidere sulla quotidianità della Marina e di via Roma e che, al di là del dibattito sulla mobilità e vivibilità, interroga anche il rapporto tra trasformazioni urbanistiche e qualità della vita nei centri storici.

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