Passano gli anni e resta uno splendido progetto. Perché non basta costruire un Centro intermodale se poi ci entrano troppo spesso i vandali, poco (che rasenta il nulla) gli utenti e zero i turisti. Il progetto ufficialmente nasce nel 2008, la costruzione inizia nel 2019, l’inaugurazione nel 2023 per una spesa complessiva di poco più di 4 milioni di euro (inizialmente erano otto ma, come spesso accade da queste parti, i soldi sono tornati alla Regione per mancanza di decisioni da parte dei politici locali). Nel corso dei primi tre anni di vita questo Centro di intermodale non ha nulla, neppure i cartelli che lo indicano per chi scende dal treno nella stazione di piazza Ungheria.
Cosa manca
Questo Centro è intermodale a parole visto che i bus extraurbani non ci passano (e dire che per consentire il loro arrivo sono stati spesi altri 400mila euro per creare una rotonda all’ingresso di via Ghilarza). La stazione Arst continua a restare in via Cagliari con tutti i disagi per chi arriva in pullman da un paese della provincia e deve prendere un treno, e per la viabilità cittadina. L’ultimo incontro ufficiale tra Comune e Arst risale a settembre 2025. «L’Arst ha confermato la disponibilità a lasciare libera l’area di via Cagliari per dare finalmente corpo all’ambizioso progetto di mobilità che ha il suo cuore nel Centro intermodale. Sarà la ciliegina sulla torta alle politiche di riqualificazione del centro storico e a quelle sulla viabilità», diceva allora il sindaco, Massimiliano Sanna. «Per rendere operativa questa azione sarà necessario riprogrammare i percorsi e le fermate del trasporto pubblico partendo dal nuovo capolinea al Centro intermodale. L’Arst ha già in parte definito un’ipotesi che dovrà essere condivisa con Comune, Regione e ministero dei Trasporti», sottolineava l’allora assessore Ivano Cuccu.Il timore è che da allora a oggi nulla sia cambiato, anche perché nel frattempo in Comune si è registrata l’ennesima crisi politica con l’ennesimo cambio in Giunta. Per capire se qualcosa si è mosso il sindaco ritiene che sia giusto parlare con il nuovo assessore alla Viabilità. «Ho già avuto un primo incontro e ho programmato un tavolo operativo proprio per questa questione, e non solo, per lunedì 25», sottolinea Paolo Angioi.
I raid
Nel frattempo il Centro intermodale di via Ghilarza viene vissuto dai teppisti. «Quello di sabato scorso non è stato l’ultimo raid. Praticamente capita un fine settimana sì e l’altro pure. La differenza è che l’ultimo è stato davvero vergognoso», commentava l’operatore di “Oristano servizi” ieri mattina mentre puliva la sala d’attesa. Desolatamente vuota. «C’è voluto davvero molto tempo per sistemare questo ambiente», dice l’operatore che ha raccolto di tutto questi giorni. Un raid talmente assurdo che anche il sindaco, oltre la normale condanna, ha dato mandato agli uffici di presentare una denuncia. «Da mesi il Comune ha già disposto un servizio di sorveglianza – ha sottolineato Sanna – ma purtroppo chi è animato da cattive intenzioni riesce spesso a eludere i controlli. Per questo motivo accelereremo sull’attivazione della videosorveglianza». Le telecamere ci sono da mesi ma sempre spente. Il 12 novembre 2024, dopo l’ennesimo episodio vandalico, la Giunta decise di chiudere il Centro da mezzanotte alle 5. Un mistero quindi come questi ragazzini entrino nella sala d’attesa visto che la porta d’accesso dovrebbe essere sbarrata così come abbassata la serranda all’ingresso del corridoio sotterraneo che collega il Centro alla stazione ferroviaria.
Le mancanze
Nel Centro mancano anche le cose più banali. Basta vestire i panni del turista che sbarca all’aeroporto di Cagliari, compra un biglietto del treno per Oristano, arriva alla stazione di piazza Ungheria e poi si deve affidare giocoforza alle informazioni che ottiene dai passanti o dal cellulare, gli unici modi per capire che la struttura che vede al di là dei binari è il Centro intermodale. Solo dopo può scendere le scale, superare il sottopasso e sbucare nella sala d’attesa dove c’è un cartellone con le linee del bus urbano. Niente altro, nè un pannello con gli orari delle corse nè un distributore di acqua. Percorso inverso: si imbocca il sottopasso e si trova davanti le uscite per il binario 1 e 2 dei treni. Ci sono gli schermi per dare le indicazioni e capire dove andare, peccato che siano spenti.
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