Prima giornata.

Polemica per l’esclusione della scrittrice nuorese 

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Essere uniti oltre le legittime differenze, questo l'invito di Saragat nel discorso all'Assemblea costituente. La meraviglia, che rende aperti agli altri e curiosi, di cui parla la giornalista tedesca Wenke Husmann in un articolo su Internazionale. E ancora la fatica, con il libro “Alzarsi all'alba” di Mario Calabresi, la traccia più scelta dai 537mila maturandi. L'analisi di Furedi sulla generazione degli «adultescenti», la seconda più gettonata; un testo del giornalista scientifico Piero Bianucci sull'importanza della divulgazione.

All'esame di maturità 2026 gli studenti non si aspettavano certo queste tracce: puntavano sull'IA, i conflitti internazionali, i social. Gli autori scelti di solito non si affrontano nel programma scolastico e soprattutto sono mancate le donne: dal 2000 in poi, mai una scrittrice nell'analisi del testo e ieri, anche negli altri tipi di tracce, c'era solo una donna, la già citata Husmann.

Non si è vista, in particolare, l’attesa traccia su Grazia Deledda a cent’anni dal premio Nobel. Un post dello scrittore Enrico Galliano ha scatenato la polemica e sono insorti docenti e critici. «Non capisco perché chi sceglie le tracce di italiano nel nostro Ministero continui a ignorare la grandezza del genio femminile», dice dalla Sardegna Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione internazionale critici letterari: «Forse perché la scrittura delle donne è ancora volutamente tenuta fuori dal canone letterario dei manuali scolastici e delle antologie». C’erano invece Pavese con la sua “Passerò per Piazza di Spagna”, una poesia sull'amore non ricambiato, e Vitaliano Brancati nella sua “I piaceri”. Poi il brano di Mario Calabresi e quello di Frank Furedi, sociologo ungherese direttore dell'Mcc di Bruxelles, think tank conservatore legato a Viktor Orbán. Anche su questa scelta ci sono state polemiche politiche.

Tra i candidati, all’istituto Minerva di Roma, anche il cantante Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi), prossimo ai 71 anni. «Sono qui perché mi spinge la voglia di nuove sfide, è nel mio dna - ha detto all'Ansa prima di entrare in classe - e poi mi spinge la voglia di fare un regalo postumo ai miei genitori, che ci tenevano che mi laureassi». Doppiopetto blu, aria rilassata, l’artista di Ponticino ha svolto il compito su Saragat, e all’uscita si è dichiarato «contento del tema svolto».

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