Nella diga Maccheronis i lavori di sovralzo consentono una maggiore quota d’invaso grazie al completamento delle lavorazioni per la posa in opera del pancone provvisorio di tenuta sul concio V dell’invaso. Operazione portata avanti due giorni fa e promossa dall’assessore regionale ai Lavori pubblici. «Questo significativo passo in avanti che - spiega Antonio Piu - ho seguito passaggio dopo passaggio assieme al mio staff ha consentito dal primo pomeriggio di giovedì di chiudere lo scarico della diga e di riprendere le operazioni di invaso, in piena sicurezza per il cantiere».
Il cantiere
«La posa completata segue le lavorazioni, già realizzate, di demolizione parziale del concio, l’asportazione degli organi di scarico malfunzionanti (paratoie, galleggianti e contrappesi) e la parziale ricostruzione del nuovo profilo del concio in calcestruzzo armato», spiega la Regione. La nuova quota d’invaso raggiungibile viene innalzata, al netto delle prescrizioni del Piano di laminazione statico, a 41,50 metri sul livello del mare. Così può contenere le portate che normalmente defluiscono nella stagione primaverile e consentire un invaso pari a 20,7 milioni di metri cubi d’acqua per la stagione irrigua ormai alle porte.
Gli obiettivi
I lavori prevedono ora la realizzazione del sovralzo nei conci centrali e la realizzazione di un impalcato per tutto il coronamento, in modo da unire i due versanti che fanno da spalla alla diga, fino al raggiungimento della quota di invaso di 44,80, cui corrisponde un volume invasabile di 32,30 milioni di metri cubi, maggiore di 7,45 milioni di metri cubi rispetto al volume autorizzato prima dell’inizio dei lavori.
«Le abbondanti piogge dell’ultimo periodo sono - dice Piu - un aspetto positivo per i bacini, ma il lavoro di potenziamento sull’infrastruttura, per il funzionamento dell’intero sistema, è quello che ci aiuterà anche in futuro ad una gestione più solida della risorsa acqua, più razionale e funzionale ai cambiamenti climatici che, senza una regolarità, alterna stagioni particolarmente piovose ad altre siccitose. Per questo - conclude Piu - quando saranno ultimate le opere sul Maccheronis sapere che avremo un volume invasabile significativamente maggiore che in passato, ci aiuta a guardare con più ottimismo».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
