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Piste ciclabili, le polemiche non si placano 

Il centrodestra all’attacco: «A rischio i fondi del Pnrr per i nuovi tracciati» 

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Ce la farà il Comune a rispettare la scadenza del 30 giugno imposta dal Pnrr sulle piste ciclabili? Lo chiedono, in un’interrogazione al sindaco Massimo Zedda e all’assessore alla Mobilità Yuri Marcialis, i consiglieri comunali di minoranza.

Scadenze e rischi

Nell’interrogazione i consiglieri Pierluigi Mannino (primo firmatario), Corrado Maxia, Raffaele Onnis, Roberto Mura, Alessandra Zedda, Roberta Sulis e Ferdinando Secchi chiedono chiarimenti sullo stato delle piste ciclabili e di tutte le opere Pnrr in città. «Chiariamo subito: siamo contrari a piste ciclabili imposte dall'alto, senza ascoltare residenti e commercianti e senza valutare l'impatto su viabilità, parcheggi e vita dei quartieri». Quindi, nessuna retromarcia. «La nostra preoccupazione – scrivono in una nota – non è che vengano realizzate. È che, dopo averle imposte contro la volontà dei cittadini, la Giunta rischi di farle pagare con i soldi del Comune». Se la scadenza del 30 giugno non dovesse essere rispettata per il Comune – così sostengono i consiglieri di minoranza – si aprirebbero scenari inquietanti. «Se i cronoprogrammi non saranno rispettati, i fondi Pnrr possono essere revocati e il Comune sarà costretto a completare i lavori con risorse proprie. Sarebbe una beffa nella beffa: opere non chieste e contestate, pagate con i soldi che servirebbero per strade, marciapiedi, manutenzione, sicurezza e pulizia». Ecco i quesiti. «Chiediamo dati chiari: quali interventi saranno chiusi entro il 30 giugno e quali rischiano di pesare sul bilancio. Servono date, responsabilità e trasparenza, non annunci. Cagliari deve sapere se rischia di perdere i fondi e se il conto di scelte sbagliate finirà ancora sulle spalle dei cagliaritani».

L’assessore

Yuri Marcialis non risponde direttamente ai consiglieri di minoranza, lo farà in Aula, ma il suo post sul tema sui social è più chiaro di qualsiasi risposta scritta. L’assessore prende spunto dai titoli dell’Unione Sarda del 15 ottobre 1971. «La vera sfida non è dichiarare guerra all'automobile. È fare in modo che ciascuno possa scegliere liberamente di non usarla quando non è necessario, perché esistono alternative efficienti, sicure e comode. Ma questo richiede anche un cambiamento delle nostre abitudini». Quindi, sì alla mobilità sostenibile. «In una città come Cagliari non è sostenibile utilizzare sempre l'automobile, anche quando lo spostamento potrebbe essere fatto a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico. E in una città con uno dei più alti tassi di motorizzazione d'Italia è inevitabile che una famiglia con tre o quattro automobili contribuisca ad aumentare il traffico, la domanda di parcheggi e l'occupazione dello spazio pubblico».

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