Dopo gara.

Pisacane: il gol? Provato in allenamento 

Il bacio a Folorunsho prima del cambio ha portato bene: «Per me è un fratello minore» 

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Minuto numero 61, Folorunsho sta tornando dopo una lunhga sosta. Pisacane lo rischia, non è al massimo ma è uno dei senatori e Pisacane vuole un altro tipo di riferimento rispetto a Kilicsoy, cha lascia il campo. Pisacane bacia il suo centrocampista mascherato da attaccante, un gesto d’affetto, di incoraggiamento, magari anche scaramantico, perché il calcio è fatto anche di queste cose, amuleti veri o presunti. E in due minuti Folo risponde “presente”, con un gol pazzesco. Pisacane, a fine partita, può dire di aver gestito molto bene un’emergenza vera: «Loro venivano da tre risultati utili, fare una partita come la nostra non era facile», dice, «avevamo tantissimi giocatori nati dal 2005 in poi, la dice lunga su quello che stiamo cercando di portare avanti, oltre al risultato che muove la classifica».

Un figlio

Pisacane, dopo aver riletto la gara tatticamente, si sofferma sulla rete e su Folorunsho, rientrato dopo oltre due mesi: «Non posso dire che sia mio figlio, ma per me è un fratello minore». Quel saluto: «Mi fa piacere che il mio gesto sia stato immortalato, perché siamo una famiglia prima ancora che una squadra». E sul gol c’è una dolce bugia. «L’abbiamo provato in allenamento, lui però è uno che ha un tiro importante. Lo avete visto anche voi».

Scelte sbagliate

Il Cagliari torna a casa con un punto pesante. «La squadra, vuoi perché ha speso tantissimo e vuoi per meriti dell’avversario, a un certo punto si è ritirata», dice, «il piano gara non prevedeva questo blocco basso, poi qualche scelta sbagliata nel momento in cui abbiamo recuperato palla non ci ha permesso di fare meglio. Ma è stata una cosa inconscia».

Quota salvezza

Conservare la categoria, il vero scudetto del Cagliari, è un obiettivo alla portata del gruppo di Pisacane. Lui non parla di quote: «Non so, è il primo anno che alleno e non faccio tabelle. Anche perché non sarei in grado». La linea è questa: «Vivere giornata dopo giornata, trovare serenità e costruire il futuro senza fare la corsa sugli altri», replica l’allenatore rossoblù, «in questo momento abbiamo un buon margine sulla zona rossa, non deve esserci presunzione ma dobbiamo fare la corsa su noi stessi».

Piano gara

Sulla partita, una piccola riflessione: «La squadra cerca di mettere in campo una sua metodologia. Avevamo un piano gara e dopo venti minuti l’abbiamo dovuto cambiare, sono orgoglioso di questi ragazzi perché hanno reso orgogliosi quegli oltre mille tifosi che sono venuti a vederci facendo tanti chilometri e un viaggio lungo. Quello che mi porto a casa è sicuramente l’atteggiamento: ho chiesto quello».

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