Il tecnico.

Pisacane: focalizzati sull’obiettivo 

«Siamo pronti. Ho visto negli occhi dei ragazzi grande responsabilità» 

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Assemini. Testa all’obiettivo, stasera più che mai. «Il Torino non regalerà nulla perché ognuno ha le proprie ambizioni, è normale», la premessa. «Abbiamo preparato la gara analizzando anche la scorsa partita, soprattutto gli errori che abbiamo commesso nell’ultimo terzo di campo. Ho visto negli occhi dei ragazzi grande responsabilità». Fabio Pisacane ha trovato nello sguardo della sua squadra le risposte che cercava nella rifinitura appena conclusa. Carico ma lucido, consapevole ma prudente, l’allenatore del Cagliari lancia così la sfida ai granata dalla pancia del Crai Sport Center dove nemmeno il forte maestrale riesce a spazzare via l’adrenalina accumulata in questa settimana decisiva per la salvezza.

L’attesa

«Inutile fare tabelle, pensare a quello che potranno fare gli altri. Siamo noi i padroni del nostro destino», chiarisce subito Pisacane. «Dopo la sconfitta con l’Udinese c’era grande rammarico, ma il calcio è bello perché ti ridà sempre un’opportunità». Eccola. Per la squadra e per lo stesso tecnico napoletano che si appresta a centrare l’obiettivo prefissato al primo anno su una panchina di Serie A. «È stata una settimana come le altre, andando al letto al massimo a mezzanotte e svegliandomi il più delle volte alle sette. Ho cercato di preparare la gara con cura maniacale per i dettagli, mettendo i ragazzi nelle condizioni di avere più vantaggi possibili e diminuire il margine di errore».

L’omaggio a Pavoletti

Squalificato Zé Pedro, sarà quasi certamente Zappa a sostituirlo, lascia intendere lo stesso tecnico napoletano: «Gabri potrebbe essere il più indicato». Non sarà in campo chiaramente il capitano Pavoletti, infortunato, ma sarà allo stadio per salutare i tifosi dopo aver annunciato la fine della sua storia da calciatore rossoblù. «Mi fa strano trovarmi qui alla sua ultima partita col Cagliari. La vita a volte ti sorprende davvero», ammette Pisacane. «Con lui ho vissuto due esperienze diverse. Da compagno di squadra ho conosciuto un guerriero, un trascinatore. Da allenatore ho avuto confronti quotidiani, Leo ha un carattere forte. Per il percorso che ha fatto e per quello che ha dato merita un grande rispetto. Ha tutto quello che serve per farsi amare da una piazza come Cagliari: sacrificio, appartenenza, identità. Centriamo l’obiettivo, dunque, anche per festeggiarlo come merita».

Il futuro

Alla domanda sul suo futuro, Pisacane poi precisa: «Ribadisco che la priorità del Cagliari non è il futuro di Pisacane, ma quella di raggiungere l’obiettivo. Non penso al futuro, lo costruisco nel presente e non mi sento intoccabile. Il mio sogno era ed è quello di portare il Cagliari dove deve arrivare, spero di riuscirci: sono circondato da persone che mi stanno mettendo nelle condizioni di raggiungere l’obiettivo. Per il resto la vita è imprevedibile». Poi la precisazione: «Quello che con le mie dichiarazioni volevo sottolineare è che, con o senza Pisacane, il Cagliari avrà in futuro un parco calciatori che potrà dare delle soddisfazioni nel lungo periodo».

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