L’ha voluta, l’ha cercata e l’ha ottenuta con una gran prestazione. Fabio Pisacane si prende la vittoria all’esordio e conferma le indicazioni viste dal precampionato del Cagliari: una squadra che concede poco e che ha una sua impronta ben definita. Ma, prima ancora di commentare quanto successo in campo al “Tardini”, l’allenatore rossoblù si prende un momento – doveroso – per tornare su quanto successo negli ultimi sette giorni. «Questa vittoria la dedichiamo a Yael, bisogna stargli vicino e dare tanto affetto a lui e alla sua famiglia», premette. Anche perché il pensiero comune, nell’avvicinamento al match, è stato più per Trepy che per il Parma: «Quello che è accaduto a lui è successo a tutti, mi fa piacere che la squadra sia entrata in campo cercando di dimenticare per 100’ quanto successo. Non era facile, anche perché siamo esseri umani: i ragazzi hanno vissuto un momento terribile, nel risveglio di Yael hanno trovato la forza di mettere tutto da parte».
Le fondamenta
Quello di ieri sera a Parma era già un primo test salvezza per il Cagliari, superato a pieni voti. La difesa, ancora priva di Yerry Mina rimasto per il momento in panchina, ha concesso poco (Caprile continua a essere imbattuto da inizio stagione, amichevoli incluse) e oltre al gol ci sono stati i pali di Mendy e Fazzini che potevano rendere il successo anche più rotondo. «Vogliamo fare un calcio nelle nostre possibilità, con coraggio e personalità», la ricetta di Pisacane. Che, però, non vuole che i suoi si sentano già arrivati: «Sì, perché dobbiamo continuare ad avere fame. Arriveranno dei momenti difficili, ma non dobbiamo “chiamarceli” e dobbiamo pensare che nel caso andranno affrontati».
Prestazione forte
È stato un Cagliari di livello, che ha voluto fare la partita fin dalle prime battute. E l’ha fatta con nuovi protagonisti, a cominciare da Daniel Maldini subito nel vivo del gioco. «È un talento cristallino, ci auguriamo che faccia quello step che è nelle sue possibilità», dice Pisacane. Che poi si sposta su Alessandro Romano, il match winner: «Lo conosco da quando ho iniziato ad allenare la Primavera del Cagliari, ha sempre rubato l’occhio ed è forte. Questo gol e questa prestazione gli devono indicare la strada ma non lo devono far sentire arrivato». Il tecnico poi si sposta anche su Fazzini («Da tantissimo non giocava una partita dietro l’altra, come ha fatto qui a Parma e contro l’Arezzo») e Adopo («È un ragazzo dal cuore buono, oltre che un giocatore versatile che serve in un organico come il nostro»).
L’orgoglio
Il doppio 1-0 fra coppa e campionato permetterà al Cagliari di presentarsi al meglio all’esordio casalingo in Serie A, domenica prossima contro l’Inter campione in carica. «Profilo basso e lavorare, per mettere dentro ogni giorno tantissima fame: sarà quella che ci accompagnerà nel raggiungimento del nostro obiettivo. E mi fa piacere che, in generale, la squadra si sia guadagnata il privilegio di rappresentare questo popolo», la convinzione di Pisacane. Che poi ricorda un dato statistico: «Erano tredici anni che il Cagliari non vinceva alla prima giornata di Serie A». Era il 25 agosto 2013, 2-1 contro l’Atalanta in casa ma in “esilio” a Trieste: ieri, pur arrivandoci fra tante difficoltà visto quanto accaduto a Trepy, i rossoblù hanno cancellato questo record negativo.
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