Il caso.

Piazza Italia: buia e dimenticata 

Un tempo era il simbolo e il cuore pulsante di Pirri, oggi è abbandonata 

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La denominazione in origine era piazza Sa Cruxi Santa, ma c’era chi la chiamava piazza del Corno per via delle corna bovine affisse a una facciata. Negli anni ‘50 piazza Italia era vivissima, ospitava il mercato all’aperto ed era attraversata dal tram. Negli anni ‘60 i marciapiedi non c’erano, idem gli alberi. L’ampiezza era dunque maggiore: si circolava a piedi e in bici senza timore perché le auto erano poche. La storica agorà brulicava di gente, c’erano le botteghe artigiane e tutte le principali attività: edicole, fotografi, macellerie, barbieri, generi alimentari. C’era il cinema Impero e il distributore di carburante. Negli anni ‘70 la piazza fu anche sede della polisportiva Jupiter, punto di incontro dei giovani.

Il presente

Oggi non è più così. È tutto cambiato. E non certo in meglio. Piazza Italia resta il simbolo di Pirri, ma non è più il suo cuore pulsante. Buia, sporca, spopolata, soffocata dal traffico, con l’edificio dell’ex Dazio ristrutturato ma scarsamente utilizzato e il Monumento ai Caduti vandalizzato sei anni fa e mai restaurato. La piazza è deserta se si eccettua qualche anziano intento a dar da mangiare ai piccioni (pratica, peraltro, vietata). La pavimentazione è spesso ricoperta di bacche e guano perché le reti attorno ai ficus sono a pezzi. Gli “Shanghai” sono un lontano ricordo: l’opera d'arte ribattezzata così per la somiglianza coi bastoncini del gioco venne smantellata negli anni 2000 e sostituita dal Monumento ai Caduti. «Quest’ultimo, però, è stato sfregiato nell’estate 2020 con vernice rossa e mai ripulito», sottolinea amareggiato Daniele Vacca, presidente della Federazione di Cagliari dell’Associazione nazionale Combattenti e Reduci.Resiste il bar Mariuccia, con le sue mitiche pizzette sfoglia, vera e propria istituzione. Skyline immutato anche per “Sa Dom’e Zelegas” (la casa con gli archi) che nel 1829 ospitò il principe Carlo Alberto (poi Re d'Italia) il quale assistette alle corse dei cavalli e al ballo dei contadini durante la festa di Santa Maria Chiara. Gli allagamenti ci sono sempre stati e ad alcuni sono legati tristi ricordi, come nell’agosto 1939, quando un’inondazione provocò la morte di un bambino. «Vedere piazza Italia oggi, tristemente deserta, dispiace troppo», si rammarica Francolino Farris, 81 anni, vicepresidente della Municipalità per tre volte e memoria storica di Pirri, «quando ero ragazzo io era sempre piena. All’angolo con via Toti c’era il Bar del Cacciatore, di fronte una pizzeria coi tavolini all’aperto dove ci si ritrovava ogni sera. Per rivitalizzarla bisognerebbe pedonalizzarla ma oggi sarebbe impossibile. Ricordo l’albero della cuccagna e il palco di Sa Cantada, con i poeti sardi in gara. I tempi sono cambiati, i pirresi doc stanno scomparendo, eppure qualcosa in più si potrebbe fare per rinverdire le tradizioni».

Il Comune

«Piazza Italia è il simbolo di Pirri, merita massima attenzione», sottolinea la presidente della Municipalità, Maria Laura Manca, «ci sono interventi da completare, a partire dall'installazione delle reti. Le bacche compromettono il decoro e rendono la pavimentazione insicura. Ho chiesto che si intervenga e mi auguro che, insieme al Comune, anche i cittadini si sentano corresponsabili della cura di questo luogo simbolo». «Sugli alberi sarà effettuato un intervento di potatura», assicura l’assessora al Verde pubblico, Luisa Giua Marassi, «dopodiché valuteremo se ripristinare o eliminare le reti. Sono impattanti ma anche utili per il contenimento delle bacche che rappresentano di fatto un pericolo».

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