Sicurezza.

Piazza del Carmine, il giro di vite continua 

Si ripetono gli interventi della polizia nella zona rossa: ci sono già stati nove arresti 

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C’erano anche 300 pastiglie di ossicodone tra le sostanze stupefacenti sequestrate dalla polizia durante i controlli nelle ultime due settimane nella zona rossa. Piazza del Carmine, piazza Matteotti e le strade limitrofe sono sempre più sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine. Nove le persone tratte in arresto, alle quali si aggiungono altre due denunciate in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività, coordinata dalla Squadra Mobile della Questura di Cagliari, continua a concentrarsi principalmente nelle zone della movida che da diverso tempo, ormai, oggetto di controlli maggiori proprio per la presenza di fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’allarme

Di fronte ai ripetuti episodi di spaccio di droga, bivacchi e situazioni di degrado, il tema della sicurezza nella zona continua a rappresentare uno degli argomenti più discussi nel dibattito in città. Da una parte c’è chi sostiene la necessità di adottare misure più severe per contrastare questi fenomeni; dall’altra chi ritiene indispensabile affiancare interventi sociali, educativi e di inclusione rivolti alle persone che vivono in condizione di marginalità. Piazza del Carmine è al centro di questo confronto.

Il gazebo

E a testimonianza dell’allarme crescente nel centro storico, ieri mattina sono scesi in piazza del Carmine i sostenitori di Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci, per raccogliere firme e riproporre il tema della sicurezza a Palazzo Bacaredda. Dieci i punti alla base della petizione (centinaia di firme raccolte in una mattinata): dal ripristino del divieto di bivacco e il rafforzamento della sicurezza urbana, all’adozione di un piano straordinario per la sicurezza del centro storico, fino ad azioni di contrasto al degrado e tutela della vivibilità (come il daspo urbano). «L'iniziativa», Piazza del Carmine, non Piazza del crimine, «nasce perché la condizione del centro storico in questo momento sta diventando sempre più incontrollabile», spiega Filippo Candio, viceresponsabile regionale di Futuro Nazionale. «Piazza del Carmine si presenta con due facce opposte: la mattina, fino al primo pomeriggio, è uno spazio normale, frequentato dalle famiglie; la sera invece si trasforma e diventa terra di nessuno, frequentata anche da persone con diversi problemi. La raccolta firme è volta a sensibilizzare le persone sul fatto che bisogna agire. Non vogliamo andare contro l’amministrazione, vogliamo essere di stimolo perché siamo un partito propositivo che guarda al futuro», aggiunge.

I temi

Durante la mattinata numerosi cittadini, anziani, giovani, famiglie, si fermano al gazebo per firmare la petizione. Molti riferiscono di comportamenti che alimentano una diffusa percezione di insicurezza, come il consumo di alcol e lo spaccio di sostanze stupefacenti. «Siamo qui a firmare la petizione perché vogliamo riprenderci uno spazio di legalità», spiega il signor Giancarlo, «da 50 anni a Cagliari». «Non è solo una percezione di insicurezza, il problema è reale. Bisogna intervenire, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili, sia di polizia che di politica sociale, per risolvere una situazione che ormai sta degenerando», sottolinea il signor Michele.

La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane e i promotori annunciano che le adesioni saranno consegnate al Comune accompagnate da un documento contenente anche proposte operative. ( ma. mad. )

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