Il caso

Piantedosi si blinda al Viminale 

Il ministro sotto attacco per la relazione con la giornalista si affida a un’avvocata 

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Roma. Una giornata intensa al Viminale, ieri, per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, tra appuntamenti e riunioni, finalizzata anche a definire le prime contromosse legali dopo la bufera scatenata dall’intervista della giornalista Claudia Conte, che non ha smentito una presunta relazione con lui. Piantedosi ha mantenuto la propria agenda senza modifiche e il Viminale ha confermato un assoluto “no comment” per evitare speculazioni.

Il ministro ha affidato a un’avvocata la difesa della propria posizione, ribadendo di non aver mai concesso favori o incarichi legati alla sua presunta relazione, e di voler tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti.

Un video sui social

Anche Claudia Conte ha scelto il silenzio, limitandosi a ricordare in un messaggio all’Ansa le proprie competenze professionali maturate in dieci anni. La giornalista non si è presentata alla presentazione dell’iniziativa “Fiaccola di Pace” a Palazzo Valentini, postando invece un video sui social dedicato alla giornata mondiale dell’autismo, durante la visita al PizzAut di Monza e sottolineando l’importanza di trasformare la consapevolezza in azioni concrete.

Le polemiche

Nel frattempo, le polemiche continuano. La redazione del podcast Money Talks ha ricostruito che Claudia Conte sarebbe stata presentata da un intermediario, che le avrebbe suggerito di confermare la relazione con il ministro, precisando che Piantedosi era separato; fonti indicano che si tratterebbe di una donna, mentre la redazione assicura l’assenza di malafede.

Le opposizioni chiedono chiarimenti, in particolare sugli incarichi ricevuti dalla giornalista, tra cui una consulenza “a titolo gratuito” presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie e una docenza all’Alta scuola di formazione della Polizia di Stato. Il deputato di Avs Angelo Bonelli ha presentato un’interrogazione alla premier Giorgia Meloni sui criteri di tali nomine.

La leader del Pd Elly Schlein ha suggerito possibili richieste di dimissioni per Piantedosi, mentre il presidente del M5s Giuseppe Conte parla di «fuoco incrociato amico» nella maggioranza. Riccardo Magi (+Europa) denuncia un «trappolone» del principale partito di maggioranza e interroga la premier sul possibile rimpasto di governo. Matteo Renzi (Italia Viva) ipotizza un disegno politico per “regolare i conti” dopo il referendum.

«Sciacallaggio»

In difesa del ministro si schierano Sara Kelany (FdI) e Matilde Siracusano, sottolineando la professionalità di Piantedosi e condannando lo «sciacallaggio mediatico». E c’è chi ipotizza una regia interna: lo scandalo potrebbe accelerare il ritorno di Salvini al Viminale.

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