Lo schema è lo stesso di un’altra decina di inchieste aperte in Gallura, terreni messi a disposizione da una persona del posto e poi “tecnici” e “braccianti” che arrivano da Barbagia e Ogliastra. E ieri mattina, a distanza di oltre un anno dal sequestro di circa 2500 piante di Cannabis Indica, sono scattati gli arresti. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia e dei colleghi di Nuoro, Bitti e dai Cacciatori di Sardegna. In esecuzione di una ordinanza del gip di Tempio, su richiesta del procuratore Alessandro Bosco, sono state arrestate quattro persone con l’accusa di avere organizzato e curato la coltivazione delle piante nella località di Santa Giusta, a pochi chilometri dal centro abitato di Loiri. Sono stati trasferiti in carcere tutti i presunti componenti del gruppo che avrebbe gestito anche la produzione della marijuana. La persona al centro dell’inchiesta è un uomo di Loiri Porto San Paolo, Tommaso Quaglioni, che, stando alle contestazioni della Procura, è il proprietario delle aree utilizzate per la piantagione. Quaglioni, difeso dall’avvocato Luigi Conti, sarà sentito a breve dal gip. Le indagini dei Carabinieri sono partite proprio dalla sua posizione. Sono destinatati della misura della custodia cautelare in carcere anche altre tre persone, di Orgosolo e Onanì, la cui posizione è al vaglio della Procura di Tempio per il presunto coinvolgimento con diversi ruoli nell’attività condotta in Gallura, ma anche in Barbagia (organizzazione e approvvigionamento del materiale).
L’inchiesta
Le indagini hanno portato, nell’agosto del 2025, all’individuazione e al sequestro della piantagione. Quindi, ed è la seconda fase della operazione, i Carabinieri hanno lavorato per ricostruire i rapporti tra Quaglioni e le persone che avrebbero materialmente curato e gestito la piantagione. Stando a quanto accertato dai Carabinieri del Ris di Cagliari, il peso complessivo del materiale è di circa 130 chili, per un valore di oltre un milione di euro. Per completare le indagini sono stati effettuati servizi di osservazione del sito, attività tecniche e accertamenti in diverse località dell’Isola. Ora la Procura di Tempio deve valutare la posizionhe di ciascuno degli indagati. Una quinta persona, difesa dall’avvocato Antonello Desini, è stata scagionata.
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