Crans-Montana.

Pericolo di fuga, Jacques Moretti deve restare agli arresti 

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Sion. Il pericolo che Jacques Moretti, patron del Constellation, possa scappare dalla Svizzera è reale e quindi dovrà rimanere in carcere, per ora. Il Tribunale delle misure detentive di Sion dà ragione alla procura generale del Vallese che venerdì aveva chiesto per l'imprenditore francese la misura restrittiva, immediatamente eseguita. Ma per lui si apre uno spiraglio: il versamento di una cauzione. I giudici di garanzia però precisano che «la fissazione delle cauzioni richiede un'istruttoria minuziosa» e nel frattempo «deve prevalere la privazione della libertà».

Dopo la strage di Capodanno, in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, Jacques assieme alla moglie Jessica Maric, che resta ai domiciliari con il braccialetto elettronico, rimangono per ora gli unici indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Anche se il Comune di Crans-Montana ha dovuto rinunciare alla costituzione di parte civile perché gli inquirenti svizzeri, che hanno allargato in campo degli accertamenti anche al livello istituzionale, gli avrebbero negato la qualità di soggetto danneggiato.

E nel frattempo prende forma l'indagine italiana sulla tragedia di Crans-Montana in cui le vittime italiane sono state 6, e 14 i connazionali feriti. La procura di Roma ipotizza anche il reato di disastro colposo. Nel fascicolo, al momento contro ignoti, si procede anche per incendio, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antifortunistica. I magistrati italiani invieranno a breve una rogatoria alle autorità svizzere per chiedere in primo luogo la lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori e l'attività istruttoria svolta in questi giorni. Inoltre, la Regione Lombardia ha intenzione di costituirsi parte civile «se ci saranno le condizioni», come spiega il governatore Attilio Fontana.

Esami

Vanno avanti le autopsie sui corpi dei connazionali morti nel rogo. La prima quella di Riccardo Minghetti ieri al Gemelli di Roma. Mentre l'incarico per l'esame autoptico sul corpo del bolognese Giovanni Tamburi dovrebbe essere affidato probabilmente venerdì. E ieri l'ambasciatore italiano in svizzera Gian Lorenzo Cornado, accompagnato dagli addetti alla sicurezza della rappresentanza diplomatica, ha avuto un lungo colloquio con la procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud da cui emerso che l'attività investigativa si sta allargando: «stanno indagando anche sull'amministrazione comunale e proseguirà a tutto campo senza guardare in faccia a nessuno: vuole fare chiarezza e stabilire le responsabilità», racconta il diplomatico. Avvertendo che, secondo quanto riferito dalla magistrata, sulla strage di Capodanno non ci sarà un processo lampo.

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