Viabilità.

Pericoli e imprudenze negli incroci metro 

L’incidente di venerdì in viale Marconi riaccende il dibattito sulla sicurezza 

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Le disattenzioni, o l’abitudine a passare senza guardarsi attorno data dai quasi 3 anni senza treni. La serie di incidenti fra auto e tram della metropolitana leggera comincia a essere preoccupante, vista la frequenza con cui si stanno susseguendo: l’ultimo avantieri.

I semafori funzionano, garantiscono Arst e polizia locale. E ai conducenti dei tram è stato più volte detto di moderare la velocità in prossimità degli attraversamenti: per questo, l’accento va puntato sulle distrazioni di chi è in strada. Per far sì che ci sia un’opera di prevenzione per evitare altri incidenti.

Lo schianto

L’ultimo scontro, venerdì poco dopo mezzogiorno in viale Marconi, ha mandato in tilt la viabilità in un punto già storicamente critico. C’è chi ha ipotizzato che il semaforo fosse verde al momento del transito del mezzo, ma un controllo delle immagini ha smentito la ricostruzione. «Hanno evidenziato chiaramente l’attraversamento col rosso: di fronte a chi non rispetta il codice della strada non si può fare molto», allarga le braccia Carlo Poledrini, direttore dell’Arst.

L’azienda regionale dei trasporti, dalla riapertura della tratta Repubblica-San Gottardo del 27 ottobre, ha provato a ridurre gli incidenti «aumentando le misure mitigative», spiega Poledrini. «La velocità dei mezzi agli attraversamenti è stata ridotta al minimo per non condizionare il traffico. Si stanno valutando ulteriori misure su segnalazioni sonore e cartellonistica di avviso, sono stati poi aggiunti specchi nei punti più critici. Purtroppo, se non si rispettano i semafori, non possiamo far molto».

Le infrazioni

Stando alle verifiche svolte da Arst e polizia locale, in tutti gli incidenti di questi mesi il tratto comune è legato al passaggio col rosso. «È ancor più grave che succeda quando si sa che passa la metropolitana, visto che il semaforo è sincronizzato», fa notare Mauro Coni, ingegnere trasportista e docente dell’Università di Cagliari. «Bisogna essere decisi: chi si mette al telefono, è distratto o non sa che lì passa un treno rischia grosso. Alla sicurezza non c’è mai fine, peraltro la metro toglie utenti dalle strade e riduce il numero di incidenti».

Alla guida dell’auto, venerdì, c’era un 92enne rimasto ferito non in maniera grave. «Questo è un altro tema: negli ultimi 5 anni abbiamo registrato un incremento significativo degli incidenti legati agli anziani», aggiunge Coni. Che prova a dare una soluzione: «Cagliari è ancora attraversata da una quantità di traffico altissima, che non dovrebbe esserci. Servono più prudenza e attenzione, con telecamere e sistemi di controllo automatici».

Le opzioni

Quando, nei primi anni Duemila, si è passati dalla rete ferroviaria a tranviaria, le barriere negli attraversamenti stradali sono state rimosse. Il motivo è regolamentare: «La normativa nazionale esclude la possibilità dei passaggi a livello per le metrotranvie, li prevede solo per le ferrovie. È per questo che non si può fare», aveva spiegato l’assessore alla Mobilità, Yuri Marcialis, in un recente Consiglio comunale.

C’è però un altro discorso: «Il progetto, di 40 anni fa e poi non realizzato, era portare i treni fino al centro con una linea che aveva 3 attraversamenti in meno», segnala Michele Vacca dell’Associazione Utp (Utenti trasporto pubblico). «Negli anni Duemila, i politici promisero su stampa e tv che almeno in viale Marconi sarebbe stato realizzato un sovrapassaggio, ma l’impegno non è mai stato mantenuto. Sarebbe stato più utile scavare una trincea profonda 6 metri, con pareti in calcestruzzo, e realizzare dei ponticelli dove c’erano i passaggi a livello. Avremmo avuto una linea velocissima, senza attraversamenti stradali e coi treni che sarebbero potuti arrivare a Repubblica senza cambi».

Negli incidenti avvenuti in questi mesi, fortunatamente, non ci sono stati feriti gravi. Ma servirà comunque aumentare la sicurezza, e diminuire le distrazioni, per far sì che questo dato non peggiori.

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