«Se i laureati diminuiscono io sono contento». Alberto Cellino la butta lì col sorriso di chi l’ha detta grossa: in un’aula universitaria, poi. L’imprenditore interviene nel dibattito sullo stato di salute dell’economia e della società dell’Isola portando la sua esperienza alla guida di «un gruppo che conta 850 dipendenti nella terra più bella del mondo». Qual è il problema con i laureati? «Riceviamo dozzine di curriculum di laureati in economia e commercio mentre non riusciamo a trovare manutentori, idraulici, elettricisti, saldatori, periti elettrotecnici. Proprio i lavori che l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire». Recuperarli non è facile. «Perché mai il saldatore sardo che a Padova guadagna 4.500 euro netti al mese dovrebbe tornare?»
Nell’Isola, intanto, abbiamo persone e competenze da valorizzare. Cellino sfodera un aneddoto: «Un giorno, a Cagliari, un bel ragazzo dalla pelle nera mi ha chiesto l’elemosina. Gli ho detto che non gliel’avrei fatta, ma ho chiesto il suo numero di telefono e l’indomani è stato contattato da un mio collaboratore. Si è rivelato un gran lavoratore, una forza della natura. L’abbiamo assunto: oggi prende un netto di 1.700 euro al mese, si è sposato, ha due figli ed è il miglior lavoratore nel nostro mangimificio». Anche perché l’Isola ha bisogno di forze giovani. Come l’Italia, del resto. Altro aneddoto: «Di recente abbiamo acquistato due macchinari, uno dalla Germania e uno da una ditta di Parma. Per mettere in funzione il primo sono arrivati quattro installatori tedeschi: giovanissimi, 96 anni in quattro. Da Parma sono arrivati tre tecnici che in tutto sommavano 200 anni. Per capire quale fosse il segreto dei tedeschi sono andato a Stoccarda per vedere di persona. Il titolare della ditta, il signor Schubert, mi ha spiegato che collaborano con una scuola di formazione: ogni anno prendono in prova per sei mesi i più promettenti e assumono i migliori». (m. n.)
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