Il conflitto in Iran ha provocato un temporale nel cielo del trasporto aereo. Effetto collaterale di una guerra con un bilancio molto pesante di lutti e distruzioni. Il caro carburante, generato non solo dalla chiusura dello Stretto di Hormuz ma anche dalle bombe piovute sulle raffinerie del Golfo, ha innescato un preoccupante aumento del prezzo del carburante con ripercussioni sui collegamenti aerei e sul sistema della continuità territoriale della Sardegna. L’amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Intrieri esclude gravi contraccolpi. La sua compagnia nell’Isola non ha un ruolo di secondo piano: gestisce le rotte da Cagliari, Alghero e Olbia verso Milano e Roma. «Al momento - spiega - non vedo alcun pericolo per la Sardegna. La continuità territoriale verrà garantita senza interruzioni. La Regione si sta muovendo. Stiamo lavorando per scongiurare ogni tipo di rischio legato al caro carburante con azioni il più possibile efficaci». Tutto questo nonostante «il costo del carburante e del jet fuel sia oggi più che raddoppiato, con ricadute evidenti su tutto il comparto».
Che cosa è necessario fare a questo punto?
«Occorre avviare un confronto immediato: serve una cabina di regia che consenta di valutare con chiarezza i problemi e individuare le misure più adeguate. Solo attraverso un dialogo concreto e trasparente sarà possibile trovare soluzioni condivise e tempestive per affrontare un’emergenza che mette a repentaglio l’equilibrio tra i territori, la mobilità dei cittadini e la competitività del nostro Paese. In questa fase è importante che anche il ministero dei Trasporti faccia la sua parte».
Dunque non intravede rischi?
«Non vedo rischi nel medio periodo. Per tutta l’estate penso che l’emergenza sia gestibile. Se dovesse continuare questa situazione di incertezza, dopo l’estate, potrebbe esserci qualche rischio».
In Sardegna c’è una comprensibile preoccupazione per il flusso turistico che il caro carburante potrebbe limitare.
«Non ho la palla di vetro. Esaminando una serie di dati e soprattutto valutando come si stanno muovendo i grossi player del jet fuel non vedo in Sardegna particolari problemi. Credo che le criticità si possano manifestare nel nord Italia e soprattutto nel nord Europa».
Già ora non è facile trovare posto negli aerei soprattutto nel week-end. Problemi si manifestano in particolare nelle rotte da Roma e Milano verso Cagliari. Nelle prossime settimane è previsto un aumento dei voli di fronte alla crescita delle richieste?
«Nell’Isola sono aumentati notevolmente con il nuovo bando e nel rispetto delle regole abbiamo sempre la possibilità di aggiungere voli quando si raggiungono determinanti livelli di riempimento. Credo che almeno sino a questo momento non ci sia stato bisogno di intervenire se non per un breve periodo. Se ci dovesse essere la necessità di voli aggiuntivi siamo pronti a fare la nostra parte».
Siete pronti ad affrontare la prossima estate?
«Per ora non abbiamo registrato problemi operativi. Non credo ce ne siano. È evidente che la situazione geopolitica soprattutto in alcune aree del mondo, pur nella drammaticità del momento, potrebbe essere un fattore che gioca a favore del turismo interno. Quando si parla di turismo interno la Sardegna è in grado di svolgere un ruolo di primo piano nel contesto del turismo nazionale. Ci aspettiamo un aumento del traffico verso la Sardegna nella prossima estate in considerazione del fatto che tanti turisti stanno decidendo di non raggiungere aree del mondo non proprio tranquille. L’ultimo bando è molto sfidante. C’è bisogno di un’interazione continua con la Regione. Ci sono varie tariffe. È stato necessario modificare i nostri sistemi. Anche sulla questione caro carburante nei prossimi giorni abbiamo in programma altri incontri per scongiurare qualsiasi pericolo».
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