Il focus.

«Per favore, non chiamatela Zona Rossa» 

I commercianti: è un deterrente per gli sbandati ma anche per i clienti 

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«Voi andreste mai in una zona di una città che state visitando, classificata Zona rossa? Penso proprio di no». Pietro Sulliotti, storico commerciante di Stampace, va subito al sodo. «Sono due parole che fanno paura. Saranno pure un deterrente per i delinquenti e gli sbandati che frequentano la zona, ma tengono lontani anche i clienti».

In piazza

La proroga dei divieti di stazionamento dei pregiudicati da piazza Del Carmine al campus universitario sino al 30 settembre è stata gradita da commercianti e residenti, che però chiedono più presenza di poliziotti o carabinieri, soprattutto nelle “ore calde”. «Chiediamo più pattuglie a piedi e telecamere», aggiunge Sulliotti. «Il limite dell’area, inoltre, è un concetto anomalo: gli sbandati non possono sostare in piazza Del Carmine ma si spostano di pochi metri, oltre via Tavolara, e sono tranquilli. Purtroppo la piazza ha molte vie di fuga e i controlli non sono certo agevoli». Per Mario Bernardi, ottico all'angolo con via Sassari, «la Zona rossa non ha dato i risultati sperati - anche se è meglio di niente - perché i controlli avvengono poche ore al giorno. Dovrebbe esserci un presidio fisso». Per Nicola Giorgetti, del ristorante Flora «risse, furti e microcriminalità sono ancora all’ordine del giorno. E i protagonisti, spesso, sono nostri concittadini. Ben vengano le pattuglie, che avrebbero davvero un ruolo inibiotorio se effettuate di notte». Enrico Arbus, della Taverna Bonora, raconta un episodio inquietante. «La settimana scorsa abbiamo offerto ospitalità ad alcune ragazze che lavorano poco distante ed erano state importunate da uno sbandato ubriaco. Siamo stati costretti a chiuderci dentro in attesa che arrivassero i carabinieri. Ormai – aggiunge – conosciamo anche i tempi: ogni tre mesi succede qualcosa di grave. Con la Zona rossa la situazione è leggermente migliorata, ma non basta: ci sarebbe bisogno di vigilanza continua».

La paura

Barbara Ricci, 22 anni, studentessa di Mediazione linguistica, è ospite della Casa dello studente Emilio Lussu, in viale La Plaia. «Quelli che ci importunano, specialmente quando rientramo di notte, non mancano. Sono sbandati italiani quasi sempre ubriachi che girovagano tra piazza Matteotti e viale La Plaia. Chiedono soldi, urlano, ci offendono. Noi studenti abbiamo paura, la promessa di un passaggio tra la Stazione e il Campus è rimasta tale».

Pochi agenti

«Mancano agenti, la Sardegna è la Cenerentola e nel capoluogo va ancora peggio», afferma Massimo Zucconi Martelli, segretario nazionale aggiunto del Siap (Sindacato italiano appartenenti Polizia). «La Zona Rossa è un buon detererrente, il principio è utile ma impossibile da attuare: sono necessarie persone, che non ci sono». Martelli Zucconi fa due conti: «Nel 2025 a Cagliari, sono andati in pensione 50 poliziotti di varie specialità, quest’anno altri 60. A fronte di queste uscite – conclude - solo un terzo è stato rimpiazzato».

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