Il conto alla rovescia era già cominciato da tempo per Kimi Antonelli ma dopo la cavalcata vittoriosa ad Austin può davvero cominciare a scandire gli ultimi giorni che lo separano dal suo primo titolo di campione del mondo. Per laurearsi in Messico, domenica, gli basterà prendere due punti se George Russell vincesse la gara e uno in caso di vittoria di Lewis Hamilton, ma anche restare a secco se dovesse vincere un altro pilota. Uno scenario tale da tranquillizzare anche il più scaramantico dei tifosi, che stanno seguendo con sempre maggior entusiasmo le imprese del ventenne della Mercedes e tra loro uno dei più accesi è Jannik Sinner, che via social ha scritto all'amico: «Congratulazioni per un'altra vittoria. Fortissimo».
Ascolti record
La vittoria da dominatore di Antonelli nel Gp Usa e anche la buona prestazione delle Ferrari - seconda e quarta con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, col doppio podio mancato per un soffio - ha ottenuto il miglior ascolto per la Formula 1 su Sky dal 2022, raccogliendo 1,9 milioni di spettatori medi complessivi, con il 9,8% di share, e 2,8 milioni di spettatori unici. Un risultato che potrebbe riproporsi domenica, dato che il semaforo verde del Gp del Messico si accenderà sempre alle 21, per una festa che potrebbe cominciare in Italia già prima della mezzanotte.
Il Toto-mondiale
Nel caso di Andrea Kimi, oltre alla famiglia, a crederci è stato soprattutto il team principal della Mercedes, Toto Wolff. Evidente il suo orgoglio quando ha definito quella in Texas «la gara di un campione che non è ancora campione», raccontando anche un episodio emblematico: «Prima della gara si è seduto sulla mia sedia, con i piedi sul tavolo, e si è messo a chiacchierare con entusiasmo dicendomi “è troppo divertente, non sto affatto pensando al campionato”. È un approccio incredibile per un giovane in un momento cruciale». Wolff ha poi spiegato che lo stile di guida di Antonelli "si sposa perfettamente con la vettura», mentre il compagno di scuderia Russell ha incontrato «notevoli difficoltà». «Oggi senti dire “si vede il talento, è come Niki Lauda”. Ma questa gente non capisce che la sua crescita è il frutto di nove anni di lavoro partito dai kart, anni di sviluppo, di crescita, di lavoro con gli ingegneri». E ha aggiunto Wolff: «Non è il risultato di un ragazzo che ha vinto subito. Mi ricordo l'anno scorso, per nove gare senza punti, le critiche di chi diceva che ra troppo giovane». Invece Antonelli ad Austin ha dato l'ennesima prova delle sue capacità. «E adesso vediamo se potremo festeggiare con una tequila o con un mojito», ha chiuso Wolff, alludendo al Messico e al Brasile, le sedi dei prossimi gp.
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