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Pensioni, sì di Forza Italia a mini-ritocchi 

Manovra alla Camera fra le contestazioni delle Regioni. Rebus coperture 

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La quinta manovra del governo Meloni arriva all'esame della Camera accompagnata da contestazioni che coinvolgono anche Regioni a guida centrodestra. Protestano editori e librerie per le novità sui libri scolastici, infermieri, sanità privata, Vigili del fuoco e militari, che denunciano disparità rispetto alle forze di polizia. In agitazione anche il comparto della scuola, che minaccia lo sciopero, mentre i sindacati contestano la stretta sulle rivalutazioni delle pensioni.

Il fronte previdenziale

Sul fronte previdenziale Forza Italia lascia aperto uno spiraglio. Il vicepremier Antonio Tajani, incontrando la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, assicura che il partito «studierà tutte le possibilità» per intervenire con emendamenti o attraverso un confronto nella maggioranza. «Sulle pensioni qualche risultato si possa ottenere», afferma, pur premettendo che «non possiamo stravolgere la manovra». Tra le priorità degli azzurri la previdenza dedicata per le forze armate. Il nodo è trovare coperture alternative alla stretta sulle rivalutazioni degli assegni superiori a quattro volte il minimo. Tajani riconosce che «tutto non si può fare», anche alla luce della complessa situazione internazionale e dei margini di spesa concordati con l'Europa.

Dura la reazione delle opposizioni. Il leader di Avs Angelo Bonelli definisce la manovra «da rapina sociale», mentre il Pd contesta soprattutto la progressiva riduzione delle risorse destinate alla sanità rispetto al Pil e ha avviato incontri con le parti sociali, a partire da Legacoop e Ance.

Calendario e scadenze

La sessione di Bilancio è formalmente iniziata alla Camera. Domani la commissione Bilancio, presieduta da Giuseppe Mangialavori (FI), dovrebbe occuparsi dello stralcio delle disposizioni estranee alla legge e definire il calendario delle audizioni e la scadenza per gli emendamenti, attesa intorno al 17-18 novembre. La conferenza dei capigruppo stabilirà i tempi per l'approdo in Aula: l'approvazione alla Camera è prevista tra il 21 e il 23 dicembre, mentre il Senato potrebbe essere chiamato al voto definitivo prima di Capodanno, senza margini per ulteriori modifiche.

Scuola e turnover

La maggioranza difende intanto le misure per la scuola. Il meloniano Raffaele Speranzon respinge le accuse di tagli sostenendo che la denatalità, con una diminuzione della popolazione studentesca dell'1,5% l'anno, consente di coprire il 99,5% del turnover dei docenti e di aumentare il rapporto tra cattedre e studenti. I sindacati chiedono invece di cancellare i tagli e minacciano lo sciopero.

Gli interventi rinviati

Resta limitato lo spazio per le modifiche parlamentari: le risorse disponibili ammontano a 120 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Nel triennio sono inoltre previste riduzioni delle dotazioni per 1,2 miliardi, tra razionalizzazioni, tagli e rinvii. Tra gli interventi rinviati figurano quelli per le calamità pubbliche e il soccorso civile, le cui risorse saranno ripristinate soltanto dal 2030.

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