Arbus.

Pensionata morta, medici assolti 

I due sanitari erano in servizio alla Guardia turistica di Torre dei Corsari 

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Nessuna omissione o rifiuto di un obbligo d’ufficio. I medici Marco Saderi, 31 anni di Guspini, e Michela Littera, 33 anni di San Gavino, nel loro turno di lavoro all’ambulatorio di guardia turistica di Torre dei Corsari, ad Arbus, non commisero reati quando – il 16 luglio 2019 – decisero di restare in ambulatorio, anziché rispondere alla chiamata di una paziente che poi era deceduta. Ieri mattina, i giudici della Seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari hanno fatto cadere le accuse nei confronti dei due sanitari, assolvendoli «perché il fatto non sussiste» al termine di un lungo dibattimento.

La vicenda

Archiviata l’indagine sull’omicidio colposo perché gli esperti della Procura avevano accertato che non ci fosse alcun nesso di causalità tra il comportamento dei medici e la morte della pensionata Rosaria Sebis, 67 anni, di Arbus, il pubblico ministero titolare dell’indagine all’epoca dei fatti, il sostituto procuratore Alessandro Pili, aveva deciso di chiedere comunque il rinvio a giudizio per i due specialisti con l’ipotesi di omissione. Richiesta accolta dal gup del Tribunale, Giuseppe Pintori, che aveva anche disposto la chiamata in causa dell'ex Ats Sardegna come responsabile civile, assistita dall’avvocato Renato Fanari. In caso di condanna l’azienda sanitaria avrebbe pagato i danni.

Le indagini

L’inchiesta aveva dunque stabilito che mancava il “nesso causale” necessario a dimostrare una responsabilità penale nel decesso della donna, ma per la Procura i due giovani dottori – difesi dagli avvocati Luigi Porcella ed Edoardo Vassallo – avrebbero comunque dovuto rispondere alla chiamata dei familiari della donna, poi morta d’infarto il 22 luglio 2019 a Sant'Antonio di Santadi. Era quanto sosteneva, tra l’altro, la consulenza del medico legale Roberto Demontis – nominato dal pm Pili per valutare eventuali negligenze – e che aveva tirato in ballo anche il codice deontologico dei medici. Il legale Giovanni Fara assisteva i familiari della paziente deceduta.

Il processo

I difensori degli indagati, sin dall’inizio del procedimento, hanno sostenuto che le guardie turistiche devono occuparsi dei villeggianti presenti in una specifica area territoriale, mentre residenti e chiunque graviti all’esterno della zona dovrebbero far riferimento alle guardie mediche. Nel caso specifico, almeno secondo i difensori, l’onere dell’intervento sarebbe stato della guardia medica di Arbus. Non solo. Nei casi d’urgenza, come previsto dalle norme, non ci si dovrebbe rivolgere nemmeno ai presidi locali, ma al 118 che coordina gli interventi e autorizza – eventualmente – anche le guardie turistiche presenti nel territorio ad abbandonare il presidio nell’ambulatorio per effettuare il soccorso d’urgenza. Ieri mattina i giudici del Tribunale hanno assolto il due imputati perché il fatto non sussiste, accogliendo anche la richiesta del pm Andrea Leo che al termine del dibattimento aveva chiesto di far cadere le accuse. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni della decisione.

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