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«Pecorino romano, bene il sostegno ma serve programmazione» 

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«Un importante segnale di attenzione»: Copagri Sardegna promuove la deliberazione 39/62 della Giunta, studiata per dare strumenti di liquidità e sostegno alla filiera del Pecorino romano. Il provvedimento, spiega il presidente Giuseppe Patteri, «interviene su uno dei principali punti di debolezza della filiera». E spiega: «Il periodo che parte con la caseificazione, seguito dalla fase di di stagionatura, richiede alle imprese di trasformazione un rilevante fabbisogno finanziario che, in assenza di adeguati strumenti di sostegno, può indurre erroneamente ad anticipare la commercializzazione del prodotto per reperire liquidità. In queste condizioni aumenta il rischio di concentrare sul mercato quantità di formaggio in momenti non ottimali, con possibili ripercussioni sulle quotazioni e, di conseguenza, sul valore alla stalla del latte ovino». Ma la vendita prematura non è l’unico problema commerciale per il comparto, che ha visto il prezzo al chilo toccare i 13,48 euro nel 2023, per poi ridursi a 12,14 nel 2024 e a 11,92 nel 2025. Per Patteri quindi bisogna «tornare a dotare la filiera di uno strumento condiviso di programmazione, capace di orientare la produzione in funzione dell’evoluzione della domanda e delle prospettive dei mercati. Copagri Sardegna chiede la adozione di un nuovo Piano dell'Offerta del Pecorino Romano DOP, fondato su criteri trasparenti e condivisi».

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