Sinora Pd e M5S hanno raccontato due realtà differenti sul fronte sanitario. In un recentissimo report i Dem hanno parlato di un sistema prossimo addirittura al collasso, qualche giorno prima la governatrice e assessora ad interim Alessandra Todde non aveva certo negato la crisi, ma aveva rappresentato in Aula la fotografia di una Regione che sta intervenendo «con tutte le energie possibili per cambiare ciò che non funziona, migliorando il sistema attuale». Due visioni agli antipodi e irritazione crescente tra i pentastellati, anche alla luce dello stanziamento di cento milioni in variazione di bilancio deciso da Todde proprio per venire incontro alle istanze democratiche.
Dialogo
Un chiarimento era necessario. E ieri le due parti si sono incontrate negli uffici della Regione in viale Trento per provare a trovare una linea comune. Da una parte il segretario regionale del Pd e deputato Silvio Lai con la presidente della commissione Salute Carla Fundoni, dall’altra l’assessora ad interim Alessandra Todde con il direttore generale della Sanità, Thomas Schael, e il capo di gabinetto Stefano Ferreli.
Al tavolo «tecnico» andato avanti avanti per tre ore si è discusso delle priorità da affrontare per incanalare la giusta direzione. Il ruolo dell’Ares, la spendita dei fondi del Pnrr destinati a Ospedali e Case di comunità, la medicina territoriale, il sistema dell’emergenza urgenza, le liste d’attesa al centro del confronto. Poche indiscrezioni, piuttosto una comunicazione ufficiale approvata da ambo le parti: «È stato un incontro positivo con totale condivisione delle priorità e delle azioni legislative e organizzative da mettere in campo». Quali priorità? Quella di «chiudere le azioni in corso finanziate con il fondi del Pnrr per una rete territoriale adeguata», di «garantire i livelli essenziali di assistenza ospedalieri e nella prevenzione», di «contrastare le liste d’attesa con interventi mirati», e «sostenere il personale sanitario e assistenziale». Queste «le prospettive di lavoro condivise tra la presidente e assessore ad interim e il Pd».
«Tavolo interlocutorio»
Al suo ritorno nel palazzo dell’Assemblea sarda Carla Fundoni ha parlato di «un vertice molto positivo sui tanti temi cogenti della sanità. C'è unità d'intenti tra il Pd e la presidente, e una collaborazione rinnovata fra l'assessorato alla Sanità e la commissione Salute». Vertice positivo ma «interlocutorio, che verrà riaggiornato, perché i temi inerenti la sanità sono tanti. Comunque, un buon punto di partenza per dare le risposte che gli operatori e i pazienti attendono». D’altro canto, ha sottolineato la Dem, «l'impegno della presidente nell'assessorato, gioco forza comporta anche un ruolo differente nelle dinamiche e nelle interlocuzioni con i partiti. Abbiamo ritenuto opportuno fare un punto dopo due anni di legislatura, proprio per indirizzare le scelte a medio, breve, e lungo termine. I temi che abbiamo evidenziato negli ultimi giorni, necessitano appunto di un impegno condiviso, con tempistiche ovviamente stringenti e cogenti rispetto ai bisogni dei cittadini».
Ares
Tra le criticità emerse, anche il ruolo un po’ troppo ingessato dell’Ares (Azienda regionale della Salute), che – dal punto di vista democratico – dovrebbe essere complementare a un funzionamento migliore e, in generale, al rafforzamento delle Asl «che sinora si sono parlate poco». Sullo sfondo dell’Sos Sanità, il doppio ruolo di Alessandra Todde, tema nemmeno sfiorato durante il vertice, ma su cui insiste la minoranza. «È arrivato il momento che la presidente indichi una persona, tecnico o politico che sia, che faccia il proprio dovere. Quest’assessorato va assegnato per il bene dei sardi», ha dichiarato al tg di Videolina il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu.
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