Il Pd va in pressing su Antonio Decaro, candidato in pectore del centrosinistra in Puglia, perché accetti la corsa di Nichi Vendola al consiglio regionale. In ballo c’è l’alleanza con Avs e l’unità della coalizione, e il Nazareno da giorni ha messo in campo i pontieri. Vendola non sembra intenzionato a farsi da parte («Sono abituato a fare sempre passi in avanti, difficilmente ne faccio indietro») e i rossoverdi respingono i veti al mittente. E ora per i dem parla Francesco Boccia: «Senza unità non c’è alternativa. E, senza alternativa, la destra continuerà a usare “i muscoli dei numeri” per strozzare il confronto. Per questo vanno respinti i veti, che vanno superati in questi giorni in Puglia». Tradotto: se il no alla candidatura in Consiglio di Michele Emiliano può essere gestito perché è un dem, quello a Vendola creerebbe un problema con gli alleati. A complicare di più le cose l’ipotesi - fatta circolare in casa Avs - di un piano B in caso il problema non si risolvesse: la candidatura a governatore dello stesso Vendola. Intanto in Campania fa discutere l’accordo su De Luca jr alla segreteria regionale del partito, in cambio della candidatura a governatore del pentastellato Roberto Fico. «Mi ha provocato una ferita, io e gli altri amici che abbiamo sostenuto Elly Schlein non siamo certo contenti».
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