Paura nel tardo pomeriggio di domenica in via Firenze a Iglesias. Un intero blocco esterno di circa 5 metri quadrati, della facciata di una palazzina, si è improvvisamente staccato dalla struttura finendo sul marciapiede sottostante. Fortuna ha voluto che nessuno stesse transitando nel tratto interessato dal cedimento strutturale perché, in caso contrario, le conseguenze sarebbero state di gran lunga più gravi.
Il pericolo
«Circa una settimana fa - spiega Carlo Meloni, amministratore condominiale della palazzina coinvolta nel cedimento – avevamo delegato un tecnico e una ditta per verificare la tenuta e la stabilità delle piastrelle che fanno da ornamento al pannello di tamponatura di una facciata dell’edificio abitativo. Gli operai della ditta incaricata hanno eseguito il sopralluogo utilizzando un normale cestello elevatore e non hanno riscontrato particolari criticità nella struttura. Domenica sera è avvenuto il crollo improvviso che fortunatamente non ha causato danni a cose e persone. Le cause del cedimento sono ancora da accertare». Per il momento, al netto di ulteriori verifiche all’interno della struttura, non si registrano particolari danni agli appartamenti a parte una crepatura sul soffitto di uno studio tecnico di assistenza informatica che si trova sul lato dove è avvenuto il crollo della parete. Sul luogo del cedimento sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco che, dopo aver rimosso i calcinacci residui, hanno provveduto a transennare l’area interessata.
L’ordinanza
«L’amministrazione comunale – come spiega Giorgia Cherchi, assessora all’Urbanistica - ha subito emesso un’ordinanza attraverso la quale si impone l’obbligo di immediata risistemazione e, al contempo, una perizia sulla stabilità degli altri blocchi della facciata». Questo crollo va ad aggiungersi agli ulteriori episodi verificatisi negli ultimi tempi sia nel cuore del centro storico che in altre zone più o meno periferiche della città. Il problema sembra quindi essere strutturale, ovvero non si eseguirebbero più (anche per motivi meramente economici) le dovute verifiche e manutenzioni minime atte a mantenere l’integrità delle abitazioni. Appare evidente che anche gli edifici di costruzione relativamente recente, mostrino i segni del tempo e si trovino in condizioni quantomeno precarie: «Si tratta – spiega Antonio Peddis, ingegnere edile – di un problema enorme che riguarda gran parte degli edifici cittadini, in particolare quelli costruiti negli anni ’70 e ’80. Infatti le strutture realizzate in quel periodo (perlopiù di cemento armato) mostrano oggi i segni dell’invecchiamento, legati principalmente alla corrosione delle armature per carbonatazione, un processo chimico, che intacca il calcestruzzo. Per cui, se non verranno eseguiti i dovuti interventi e manutenzioni, gli episodi come quelli accaduti domenica scorsa potrebbero ripetersi».
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