«Un patto di fine consiliatura». Rientra così ufficialmente la crisi politica tra i due gruppi di maggioranza di Arbus, “Impegno Comune” che fa capo al sindaco, Paolo Salis, e “Arbus Protagonista”, il gruppo nato ottobre con tre assessori e due consigliere. La comunicazione è arrivata a sorpresa, in Aula consiliare, all’inizio del dibattito, dal primo cittadino: «Ci siamo chiariti, la maggioranza è ricompattata. Le scelte fatte consentiranno di andare avanti fino al 2027, anno di fine legislatura». Il capogruppo di minoranza, Michele Schirru, solleva dubbi: «Un connubio di pace? All’insegna della trasparenza? Sarebbe giusto che anche a noi e al paese spiegassero su cosa si fonda l’accordo».
Passo indietro
Il rischio di elezioni anticipate a maggio o dell’ennesimo commissariamento, soluzioni ormai scontate, sono cadute con l’annuncio del sindaco in Consiglio comunale. «Nei giorni scorsi - ha esordito Salis - un confronto all’interno della maggioranza ha chiarito le posizioni di ciascuno e consentito di superare le divergenze. La soluzione è stata improntata nell’interesse pubblico e nell’attuazione del programma elettorale, manca solo il 25% delle proposte. Uniti confermiamo l’impegno a proseguire il mandato». Così il suo capogruppo, Michele Atzeni: «Le dinamiche politiche di una coalizione si fondano su confronto, collaborazione e rispetto. In questo contesto, il sindaco ha esercitato il ruolo di guida e di sintesi con equilibrio e senso delle istituzioni. Abbiamo operato per il buon andamento dell’azione amministrativa, così sarà sino alla fine del mandato».
La frattura, iniziata nel 2024 con la revoca delle deleghe all’assessora Alessandra Peddis, si è accentuata a settembre con la candidatura inattesa di Salis alle provinciali in una lista di centrosinistra, si è rafforzata in quest’ultimi giorni per posizioni contrapposte su più fronti.
L’accordo
Il primo passo per ristabilire gli equilibri è stato di “Arbus Protagonista” col “Patto di fine consiliatura”. Il capogruppo, Alessandro Pani, chiarisce: «Non è un nuovo programma né una modifica degli assetti istituzionali. È un metodo politico-amministrativo per superare la crisi. Nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo già detto: collegialità nelle decisioni, confronto su bilancio, urbanistica, investimenti e atti di indirizzo generale; rispetto delle deleghe assessoriali; coordinamento della comunicazione istituzionale».
La minoranza
Forte l’attacco di Agostino Pilia: «Ennesimo atto di un teatrino della politica che tiene in ostaggio la comunità. Mentre la maggioranza si consuma in litigi di potere, dimissioni e ripensamenti, l'azione amministrativa è paralizzata. Il dato più grave è il ritardo nel pagamento dei soldi per la povertà, somme chiuse in cassa da mesi, sono fondi del reddito di inclusione sociale, per i disabili e di Agiudu Torrau. Una negligenza che colpisce le persone fragili, colpa di un esecutivo distratto e sordo ai bisogni reali del territorio».
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