Alghero.

Patrimonio pubblico, ambientalisti in allerta 

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Prima valorizzare il patrimonio pubblico o accertarne fino in fondo storia, vincoli e regime giuridico? È su questo terreno che si apre il confronto sul futuro degli immobili e delle aree pubbliche di Alghero. L’assessore al Demanio Enrico Daga difende l’operato della giunta, sottolinenando il lavoro portato avanti in due anni. «Presi uno alla volta gli atti amministrativi possono sembrare delibere fini a se stesse, ma messi in ordine raccontano ciò che abbiamo in mente», afferma Daga, rivendicando il lavoro svolto su Villa Maria Pia, Capo Caccia e Punta Giglio, usi civici, Santa Maria La Palma, Pala Pirastru ed ex Ostello di Fertilia. «Abbiamo acquisito centinaia di ettari, recuperato immobili, aperto spazi e sciolto nodi». Ora il Piano Città, sostiene, consentirà di coinvolgere Demanio, Regione e Città Metropolitana, includendo dossier come Surigheddu e Mamuntanas, Palazzo dei Congressi e patrimonio dismesso di Fertilia. L’associazione Punta Giglio Libera condivide l’ambizione ma pone il tema della trasparenza. «Su quale conoscenza del territorio stiamo costruendo questa nuova Alghero?», si domanda l’associazione denunciando la mancata pubblicazione degli allegati alla delibera comunale n.61. «Dal 3 agosto abbiamo chiesto relazione tecnica, tabella e sette tavole cartografiche, senza ricevere risposta», dicono annunciando formale diffida. (c. fi.)

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