Carbonia.

Passi carrabili, ritorna l’incubo 

I cittadini stanno ricevendo la richiesta di pagamento per il 2021 

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Sono rimaste ibernate per cinque anni. Ma dopo lunga riflessione il Comune le ha scongelate: arrivano nelle case di almeno duemila famiglie la tasse sui passi carrabili 2021. Una beffa per chi già aveva mal digerito il balzello imposto per le altre annualità senza aver mai chiesto nè usufruito del servizio. Visto il tempo trascorso, veniva dato quasi per assodato che l’annualità venisse assorbita, come era accaduto per la tassa del suolo pubblico, dal pacchetto di esenzioni Covid scattate nel 2020. Invece per il 2021 si esentano altre categorie di suolo pubblico (mercato e mercatini, locali pubblici come bar ristoranti e pizzerie ) ma non i cittadini presunti concessionari del passo carrabile.

Il balzello

E qui sta la doppia beffa: si parla di “presunti” concessionari perché anche l’annualità 2021, come già quelle 2018 e 2019 (frutto della vecchia Cosap che suddivideva la città in fasce) colpisce per un’interpretazione contestata invano chiunque abbia una casa i cui garage stanno dinanzi al cordolo ribassato del marciapiede. Doverosa precisazione affinché la giungla sia meno intricata: la tassa per il 2022, frutto del Cup (Canone unico patrimoniale, zero fasce urbane) per decisione del Comune ha riguardato sia questa categoria di utenti, sia gli effettivi concessionari del servizio. Dal 2023 in poi la retromarcia (a furor di popolo) dell’esecutivo che ha ristretto la tassa solo ai possessori del passo. A creare sconcerto era stato il dover apprendere che c’era quindi la possibilità di cambiare le regole e il fatto che la scelta non sia stata retroattiva in modo da salvare dal salasso i cittadini tra cui, soprattutto, le categorie più fragili come chi, con la pensione minima e magari senza auto, ha ricevuto comunque il conto da Abaco.

Le proteste

Ad alcuni questo salasso riesumato mette angoscia. Come a Elettra Tamponi, 80 anni, cui è stato presentato un nuovo conto di 84 euro: «Questa è cattiveria – dice – vivo con una pensione di 700 euro, in via Cagliari il cordolo venne ribassato tanti decenni fa dal Comune che non ha mai messo bocca nel censimento di Abaco». Contro la concessionaria degli accertamenti e riscossione dei tributi comunali, si spinge anche Stefano Leori: «Bollettino ancora una volta consegnato a me perché sono il primo della palazzina e tocca sempre a me battere cassa coi vicini: c'è chi mi ha già detto che non paga». Esprime remore anche il segretario Adiconsum Giancarlo Cancedda: «Sorpresa amara, si pensava, dopo tanto tempo, che in autotutela il Comune ci mettesse una pietra sopra, adottasse soluzioni alternative fattibili, invece la mazzata coincide con la Tari in scadenza e le imminenti bollette Abbanoa». Nel 2018 era stata la consigliera di Fratelli d’Italia Daniela Garau a,l’unica a votare contro il regolamento da cui poi, al netto delle interpretazioni, ruota la vicenda: «L’amministrazione aveva il potere di controllare, non l’ha fatto e l’unica retromarcia è stata quando ha deciso che dall’annualità 2023 avrebbero pagato solo i concessionari del passo: è stata un'ammissione di errore frutto di un’interpretazione a dire poco estensiva della norma».

Il Comune

Sulla riscossione del 2021 il sindaco Pietro Morittu afferma che «gli uffici hanno accertato che l’esenzione totale Covid valeva solo per il 2020, dal 2021 le norme nazionali su alcune voci non prevedevano più coperture: questa è l’ultima annualità che abbiamo ereditato, non è un balzello voluto da noi». Ma l’ex Giunta del M5S stelle ha sempre respinto l’accusa sostenendo di aver sì riesumato la tassa per chi richiedesse il servizio, ma non la richiesta di denaro estesa a migliaia di contribuenti.

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