Ventimila tonnellate di posidonia trattate ogni anno, altre 10mila di rifiuti da spazzamento stradale, una capacità di stoccaggio in arrivo da 14.400 tonnellate e un impianto di 1.800 metri quadri con ricircolo dell’80 per cento dell’acqua di processo. Sono i numeri che segnano una svolta nella gestione ambientale ad Alghero: da ieri mattina il sito del Consorzio industriale provinciale di Sassari, a San Marco, è ufficialmente operativo e pronto a trasformare un problema storico in una risorsa.
In verità è quasi tutto pronto: manca solo il piazzale per la messa a riserva, un sito di stoccaggio che sarà concluso, è stato annunciato, entro giugno. Ma i primi carichi di posidonia raccolti lungo le spiagge sono entrati ieri nella linea di trattamento basata sulla tecnologia del soil washing, che consente di separare la sabbia dal materiale organico. Per anni la rimozione della posidonia dagli arenili ha comportato anche la perdita di grandi quantità di sabbia, aggravando i fenomeni di erosione costiera. Ora, invece, il processo permette di recuperarla e reimmetterla direttamente sulle spiagge di provenienza. Un processo virtuoso che il Comune di Alghero aveva già iniziato a seguire utilizzando il centro gemello di Quartu. Ora però i camion non dovranno più attraversare l’Isola per portare il materiale vegetale nel sud Sardegna, ma in una manciata di chilometri raggiungeranno l’area industriale di San Marco dove si trova il nuovo impianto realizzato con fondi Pnrr, circa 5 milioni di euro.
Un centro tra i pochi in Italia con ciclo completamente “End of Waste”, ovvero in grado di restituire materiali che non sono più classificati come rifiuti, ed è l’unico in Sardegna gestito da un ente pubblico.
Il riciclo
Nella fase iniziale lavorerà i materiali provenienti dal litorale algherese, ma l’obiettivo è estendere progressivamente il servizio a tutto il nord Sardegna. Le prospettive di riutilizzo della posidonia trattata sono ampie: dall’ingegneria naturalistica, come barriera contro l’erosione, all’impiego in agricoltura come substrato, fino alla produzione di pannelli fonoassorbenti per edilizia e spazi pubblici. «Un passaggio strategico per rafforzare la capacità di risposta alle sfide ambientali», il commento della presidente del Consorzio industriale di Sassari, Simona Fois. Per il sindaco Raimondo Cacciotto si tratta di una ottima notizia che premia il percorso avviato negli anni dal Comune: dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di una filiera virtuosa capace di coniugare tutela ambientale e fruibilità delle spiagge.
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