Non solo virate fulminee e spettacolo garantito quando lo spinnaker sale in cielo. L’arrivo dell’America’s Cup, in programma da giovedì (regate al via da venerdì) a domenica prossima, ridisegna Cagliari e la trasforma per quattro giorni in una festa diffusa, aperta a residenti, turisti e equipaggi, con villaggi, concerti, spettacoli e spazi pensati per coinvolgere tutti.
Cosa cambia
La città si organizza per accogliere migliaia di persone e offrire un’esperienza anche a chi non assisterà direttamente alle competizioni (la postazione migliore è al Lazzaretto per chi non avrà la fortuna – pochi – di salire in una delle imbarcazioni che assisteranno dal campo di regata). Ecco perché attorno alle gare Comune e organizzatori hanno costruito un ecosistema fatto di eventi, intrattenimento e iniziative capaci di coinvolgere non solo gli appassionati della vela. Il villaggio allestito in via Roma, aperto tutti i giorni dalle 10 della mattina fino alla sera, sarà il punto di riferimento per vedere da vicino gli equipaggi e vivere la vela e gli eventi di contorno che si snoderanno lungo tutta la giornata. Al Lazzaretto, invece, dove l’amministrazione ha appena riqualificato il lungomare “colpito” dal ciclone Harry, sarà allestita la Fanzone, dove domani si comincerà a montare anche un maxischermo per seguire le regate, saranno presenti aree dedicate e percorsi che renderanno il lungomare un luogo vivo ben oltre gli orari delle competizioni (che si svolgeranno sempre tra le 15 e le 17). E sempre aperto, dalla mattina alla sera, sarà anche il Villaggio della guardia costiera che sarà allestito in piazza Deffenu.
Altro luogo da vivere tutti i giorni sarà il Bastione: sulla terrazza, infatti, ogni pomeriggio e sera concerti e spettacoli. E ancora: quindi spazio aperto alla Manifattura Tabacchi, e aree vip, riservate quindi, all’interno del porto.
Eventi collaterali
La Regione (assessorato al Turismo) finanzia l’evento con otto milioni di euro e lo fa con un obiettivo: organizzare una manifestazione sportiva di livello mondiale (Cagliari, grazie alla copertura televisiva, avrà per quattro giorni tutti gli occhi del mondo puntati addosso) che sia in grado di raccontare anche l’identità, la cultura e le tradizioni dell’Isola. L’idea prende forma attraverso gli eventi paralleli organizzati al Bastione, dove musica e spettacoli animeranno la terrazza di Saint Remy ogni sera (direttore artistico Ottavio Nieddu). Si comincia giovedì alle 17: dopo la cerimonia con le autorità, concerto del Teatro Lirico con l’esibizione del tenore internazionale Francesco Demuro. Subito dopo, un festoso corteo delle tradizioni sarde, partendo dalla terrazza del Bastione, animerà le vie del centro (De Candia, Università, la Porta dei Leoni fino a viale Regina Margherita e da qui a via Roma, all’interno del porto) per il taglio del nastro. Maschere tipiche del carnevale, tenores de Bitti, il suono delle launeddas accompagneranno Tamburini e Trombettieri di Oristano.
Venerdì, sempre al Bastione, all’ora di pranzo il gruppo “Fantasias de ballos” mette in scena le musiche e sonorità dei balli sardi, alle 18.30 il concerto di Gavino Murgia (in quintetto), uno spettacolo che fonde musica, arte e tecnologia, per raccontare l’anima di un’Isola leggendaria. Sabato, stessa ora, il clou è il concerto di Piero Marras: il cantautore torna a esibirsi in città all’aperto (lo scorso dicembre era al Teatro Massimo) dopo sei anni. Insomma, Cagliari è pronta a vestirsi a festa per diventare, per quattro giorni, un grande palcoscenico aperto al mondo.
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