Comunali in Francia

Parigi non cambia e incorona Grégoire 

Anche a Marsiglia un sindaco di sinistra: Payan batte il partito di Le Pen 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

PARIGI. Non è stata una battaglia all'ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resta alla gauche anche dopo Anne Hidalgo. Emmanuel Grégoire ha vinto il ballottaggio respingendo la destra Rèpublicains di Rachida Dati con uno scarto molto ampio: 53% a 38%. Bocciata l'alleanza della Dati, che per candidarsi nella capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultura. Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un'avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le offerte di alleanza de La France Insoumise.

Le reazioni

«Parigi - sono state le prime parole del neosindaco Grégoire - ha deciso di rimanere fedele alla sua storia. È stata la vittoria di una certa idea di Parigi - ha aggiunto - : una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi - ha proclamato - non è una città di estrema destra». Con un'affluenza ancora una volta bassa (circa il 57% alle urne, superiore soltanto al 2020 con le elezioni in piena pandemia), la tendenza alla crescita dell'estrema destra e dell'estrema sinistra è apparsa, con caratteristiche diverse, in frenata. Il RN ha vinto in "decine di comuni" in questo ballottaggio, ha proclamato Marine Le Pen, rallegrandosi per una "vittoria immensa" del suo partito che ha ormai "migliaia di consiglieri municipali". Ha perso però, sonoramente, in quella che poteva diventare la prima grande città ad essere governata dall'estrema destra, Marsiglia. Dove Benoit Payan, sindaco della sinistra socialista ed unita, che ha rifiutato l'offerta di alleanza del partito di Mélenchon, ha respinto l'attacco del RN Franck Allisio, battuto in modo netto. Il RN ha poi perso anche in città dove tradizionalmente è forte, come Tolone e Nimes, sempre nel sud e nelle regioni preferite. Il numero 2 de La France Insoumise, Manuel Bompard, ha anche lui esultato per lo "sfondamento" del suo partito che «si conferma si amplifica e si rafforza».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?