Sestu.

Parco fluviale, più luci che ombre 

La nuova area verde piace ai cittadini: «Ma servono bagni e punto ristoro» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Inaugurato a fine maggio, il parco Fluviale di Sestu è il nuovo e più grande polmone verde della città. E mentre in Municipio tengono banco le prime polemiche, i cittadini si sono già abituati a frequentarlo, tra luci e ombre, e un giudizio nel complesso positivo.

I giudizi

«Mi piace molto camminare qui», commenta Angela Pitzanti, «l’unico problema è l’assenza dei bagni e del punto ristoro. Tutto è pronto da fuori, ma non hanno ancora aperto». Entusiasta anche Paola Caboni, «un tempo era un’area squallida è stata completamente riqualificata. Spero che il parco venga ampliato anche più avanti, anche oltre via Manzoni, dopo il ponte». Tante le famiglie con bambini. Fabio Angioni è venuto con la moglie, mentre il figlio si diverte a fare avanti e indietro sulla sua bicicletta: «Il bambino è contento, ma servirebbero più telecamere», puntualizza Angioni, «finora non ci sono stati vandalismi, ma io ho abitato a Pirri vicino a un parco, dove capitava spesso».

Silvia Spiga commenta: «Io vorrei più ombra, mia figlia e le amiche non hanno dubbi. Più giochi», sorride. «La notte io ho un po’ paura perché i ragazzini vengono qui con le bici e fanno vere gimcane, speriamo che nessuno si faccia male», commenta Paola D’onofrio, «si fermano a bere e a mangiare e lasciano sempre rifiuti. Siccome non ci sono bagni, vi lascio immaginare». Molto frequentati poi i percorsi ciclabili che hanno già avuto i primi interventi di manutenzione: «È giusto che ci sia una manutenzione», commenta Alessia Sagheddu, «le hanno sistemate e se occorre lo faranno ancora».

L’assessora

A seguire il parco c’è la nuova assessora al Verde, Roberta Recchia, che sul punto ristoro commenta: «Il Comune sta completando l’acquisizione gratuita delle aree ex demaniali che ospitano i servizi igienici e il fabbricato di servizio. L’atto di sdemanializzazione è già operativo e abbiamo già l'autorizzazione all’uso delle strutture. L’ultimo passo è l’approvazione definitiva del frazionamento catastale, già depositato da tempo, poi procederemo alla concessione, ma stiamo lavorando giorno per giorno perché si chiuda il prima possibile».

Le polemiche

Non si placa poi la polemica sui 50 mila euro all’anno di manutenzione per i percorsi ciclabili del parco. Per la minoranza in Consiglio, una somma eccessiva: «Abbiamo chiesto un accesso agli atti, ma i documenti ci sono arrivati troppo tardi per presentare un’interrogazione», ha dichiarato Valentina Meloni del Movimento 5 Stelle, mentre per il sindaco Michele Cossa ha affermato: «Si tratta di una manutenzione preventiva, le superfici drenanti richiedono controlli e interventi costanti».

È intervenuta anche la capogruppo Pd Michela Mura: «Bisognava scegliere i materiali anche valutando le spese per le manutenzioni. Questo è uno spreco di soldi pubblici a fronte di strade colabrodo e poco sicure». Ma per l’ex assessora Roberta Argiolas «non è accettabile arrivare alle conclusioni prima di aver letto fino in fondo tutti gli atti». Un tema di cui certamente si parlerà ancora.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?