VERONA. Sotto il cielo stellato dell'Arena di Verona, tra coreografie spettacolari e l'eco delle tensioni geopolitiche, si sono ufficialmente aperti i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. A dichiarare l'apertura della manifestazione è stato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un anfiteatro trasformato per una sera nel cuore pulsante dello sport mondiale.
Assenze
La cerimonia inaugurale è stata tuttavia segnata da numeri ridotti e polemiche diplomatiche. Delle 55 nazioni partecipanti, solo 29 hanno sfilato con i propri atleti sul red carpet dell'Arena, con volontari al posto dei portabandiera. Secondo quanto reso noto dal Comitato Paralimpico Internazionale, molte assenze sono dovute a ragioni logistiche - i lunghi tempi di percorrenza dai villaggi olimpici - e a «motivi di prestazione», data la vicinanza delle gare previste già per domani mattina. Resta però evidente la frattura politica: sette nazioni - Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina - hanno scelto di non partecipare alla parata per protestare contro la decisione di ammettere atleti russi e bielorussi con inni e bandiere. A queste si è aggiunta l'assenza forzata dell'unico atleta dell'Iran, Aboulfazl Khatibi Mianaei, impossibilitato a raggiungere l'Italia a causa delle tensioni in Medio Oriente. Il presidente del Comitato paralimpico internazionale, Andrew Parsons ha parlato di una «pagina deludente per lo sport mondiale». Durante la sfilata, il pubblico dell'Arena ha comunque mantenuto un clima di rispetto: nessun fischio di disapprovazione si è levato quando sono state chiamate le rappresentanze di Bielorussia, Russia, Israele e Stati Uniti. Applausi calorosi hanno invece accompagnato molte delegazioni, con un'ovazione per l'Italia e applausi particolarmente intensi per l'Ucraina.
La cerimonia
Nonostante il clima segnato dai boicottaggi, l'evento ha offerto momenti di altissimo valore artistico sotto il tema "Life in Motion". Il monumento Unesco ha vibrato grazie al duetto di batterie tra Stewart Copeland e Cornell Hrisca Munn e alle proiezioni dell'opera “Apparato circolatorio” dell'artista Jago. In tribuna d'onore la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, e i ministri Matteo Salvini, Andrea Abodi e Alessandra Locatelli. Dopo i discorsi di Giovanni Malagò e Parsons, Bebe Vio, icona globale del movimento, l'ultima tedofora che ha portato il sacro fuoco nell'Arena, mentre Jerry Dal Maistro (Milano) e Francesca Porcellato hanno riaceso i bracieri olimpici a Milano e Cortina.
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