Madrid. La Capitale spagnola scende in piazza per accogliere e abbracciare Papa Leone XIV: oltre 1 milione e 200 mila persone hanno inondato le strade per partecipare alla messa (nella foto il Papa al momento dell’arrivo) e alla processione solenne del Corpus domini anche dai maxi schermi.
Il Papa si commuove al termine della processione: 40 minuti sotto il caldo afoso di Madrid in cui ha camminato incedendo lentamente e innalzando il santissimo sacramento per mostrarlo al popolo. «I riti e le processioni non sono un museo ma Dio in mezzo a noi», ha ammonito alla messa, «non sono folclore, ci insegnano a inginocchiarci davanti al prossimo». Il Papa punta il dito anche contro una fede «comoda e privata, chiusa nell’egoismo» mentre «Gesù è con i poveri, i malati, i soli, gli scartati». Se sbarcando in Spagna aveva chiesto al mondo di guardare al «dono» e al modello dell'integrazione europea, oggi chiede all’Europa di non mettere da parte la sua impronta cristiana e avere il coraggio di amare la sua identità. «È davvero possibile credere che l’Europa sarebbe la stessa senza l'impronta della fede? Perché temere che l’eternità permei la quotidianità? È ancora vivo il grido dei miei predecessori: Non temete! Spalancate le porte a Cristo!». Riannoda un filo: quello spezzato quando l’Unione europea non aveva voluto inserire le radici cristiane nel preambolo della Costituzione europea a difesa della laicità. Leone ha citato la sua recente enciclica Magnifica Humanitas: «Le strutture economiche e istituzionali sono giuste solo nella misura in cui servono lo sviluppo integrale della persona e favoriscono la partecipazione responsabile di tutti».
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