L’analisi.

Panettieri e pastai introvabili nell’Isola 

Meloni: «Mancano competenze, a rischio la crescita del Made in Sardinia» 

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Sempre più difficile trovare nuovi panettieri e pastai. Non solo, anche se in misura minore, lo stesso discorso vale per pasticcieri, gelatai e conservieri. È quanto emerge dall'ultima analisi dell'Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati Unioncamere-Anpal: le imprese sarde del comparto alimentare e bevande prevedono l'ingresso di 3.780 nuovi lavoratori, ma per 1.370 addetti, il 36,2%, il reperimento è considerato «difficile».

Foto agrodolce

«I dati – commenta Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato imprese Sardegna – ci consegnano una fotografia agrodolce: da un lato un settore alimentare sardo estremamente dinamico e affamato di competenze, dall'altro un muro invisibile che impedisce l'incontro tra domanda e offerta».

Per panettieri e pastai artigiani, su 660 ingressi previsti, il 71,2% è di difficile reperimento, decimo posto in Italia, mentre per pasticceri, gelatai e conservieri artigiani la difficoltà riguarda il 45% delle ricerche, 90 unità su 200.

Campanello d’allarme

«Vedere che per oltre il 71% dei panettieri e pastai artigiani sardi non si riesca a trovare candidati idonei – aggiunge Meloni – è un campanello d'allarme che non possiamo ignorare. Non mancano solo i lavoratori, mancano le competenze specifiche che rendono unico il nostro prodotto tipico. Rischiamo di strozzare la crescita del "Made in Sardegna" non per mancanza di ordini, ma per mancanza di braccia e talenti».

Turni e fatica

Dietro i numeri c'è anche la scarsa attrattività di professioni che richiedono fatica fisica, competenze specifiche e orari poco conciliabili con la vita privata. Turni notturni e mattutini, lavoro nei fine settimana e nei festivi e una retribuzione non sempre percepita come adeguata all'impegno finiscono per scoraggiare soprattutto i giovani. A pesare è inoltre il ricambio generazionale: molti lavoratori esperti si avviano alla pensione senza che altrettanti giovani siano pronti a raccoglierne l'eredità. E così, mentre cresce la domanda di prodotti e competenze legate alla tradizione alimentare sarda, diventa sempre più difficile trovare chi sappia trasformare quelle competenze in pane, pasta e dolci.

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