Emotivamente pesava di più la gara d’andata a Bergamo, quattro mesi fa. Già aveva dimostrato di poter recitare un ruolo da protagonista nel calcio che conta. Nel frattempo, è cresciuto ulteriormente, è diventato addirittura un giocatore della Nazionale (in Bosnia è stato l’unico a salvare la faccia) e l’oggetto dei desideri di tanti top club, non solo in Serie A. Così, la sfida all’Atalanta, lunedì prossimo alla Domus, diventa ancora più speciale per Marco Palestra, tra i pochi rossoblù a prendersi la scena tre giorni fa a San Siro. E pronto ora a prendere per mano il Cagliari e trascinarlo contro la Dea, la sua Dea, dove tornerà a giugno quando scadrà il prestito (secco) ma dove difficilmente resterà considerate le offerte che gli pioveranno addosso da quel momento in poi. Potrebbe scatenarsi un’asta mai vista, sinora, per un terzino italiano, con diverse società inglesi in prima fila.
Tempo al tempo
Oggi, tra l’altro, nell'ambito dell'evento Inside the Sport 2026 organizzato dall'Ussi a Coverciano, verrò premiato come giovane portacolori del “made in Italy”. E in Italia, non è più un mistero l’interesse dell’Inter. Lo ha ammesso pubblicamente lo stesso presidente Marotta prima del match col Cagliari. Subito dopo il triplice fischio, il tecnico Chivu e alcuni giocatori nerazzurri si sono poi complimentanti con il 21enne esterno di Buccinasco, che ha respirato per novanta minuti l’atmosfera in quello che potrebbe diventare presto il suo stadio. «Anche stasera ha dimostrato le sue qualità fisiche e tecniche che sono eccellenti», ha tenuto a precisare Pisacane nella sala stampa del Meazza. «Siamo felici di averlo portato alla ribalta», ha poi aggiunto l’allenatore rossoblù, «merita tutto ciò che sta raccogliendo e noi come club gli auguriamo il meglio per il suo futuro».
Come un’ossessione
L’Inter alla finestra, dunque, con entrambi i gomiti appoggiati sul davanzale. Tempo al tempo. Palestra tornerà all’Atalanta, poi si vedrà. Prima di riabbracciare la squadra dove è cresciuto e con la quale ha esordito tra i professionisti, però, spera di batterla lunedì prossimo per lasciare il Cagliari in Serie A. La salvezza non è solo un obiettivo per lui, è come un’ossessione. Una missione. In nove mesi, nonostante il contratto a tempo, ha stretto un legame molto forte con la squadra e con la città. «Porterò Cagliari e questi colori nel cuore per sempre», ha confidato anche di recente ad alcuni amici lasciando trasparire un pizzico di emozione nostalgica, al di là del futuro glorioso che già lo aspetta, ovunque andrà. Il destino ha voluto che l’obiettivo che insegue da agosto insieme ai compagni rossoblù, possa concretizzarsi proprio contro l’Atalanta. Un destino bello e spietato allo stesso tempo. Speciale, in fondo.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
