Un nuovo virus mortale minaccia gli allevamenti dell’Isola. In Grecia, Ungheria, Romania e Albania la Peste dei piccoli ruminanti (Ppr) ha già contagiato e ucciso migliaia di capi. E ora rischia di espandersi oltre Adriatico e Tirreno per colpire i nostri allevamenti. Un allarme che sembra lontano, ma che Coldiretti Sardegna non vuole sottovalutare per non trovarsi come in passato al centro di una bufera sanitaria simile a quelle create dalle epidemie di Lingua blu o Peste suina.
In trincea
«La malattia virale, altamente contagiosa e capace di colpire ovini e caprini, pur non essendo al momento presente nel nostro Paese viene considerata una minaccia concreta per il comparto ovicaprino. Per questo Coldiretti Sardegna richiama alta l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare le misure di sorveglianza e prevenzione, con controlli più stringenti sugli ingressi di animali vivi e in particolare nei porti e nei casi necessari negli aeroporti. Un aspetto ancora più delicato per la Sardegna, territorio insulare e a forte vocazione zootecnica. Fondamentale quindi il lavoro coordinato tra istituzioni, servizi veterinari e allevatori per intensificare le attività di monitoraggio ed evitare che l’isola possa essere colpita da una nuova emergenza sanitaria per il comparto.»
Mano tesa
L’allarme dell’associazione arriva in un momento critico, dal quale il comparto agropastorale sta cercando di uscire con l’aiuto delle istituzioni. Siccità, alluvioni, pagamenti europei in ritardo e incentivi col contagocce hanno messo a dura prova la pazienza delle imprese, costrette non a caso a scendere in piazza lo scorso 18 marzo a Cagliari proprio per richiamare l’attenzione della Regione. «Le prime risposte stanno arrivando e questo è un segnale importante – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – dopo la manifestazione abbiamo trovato maggiore attenzione e più disponibilità da parte della Regione e del Consiglio regionale. Alcuni interventi sono già partiti ed è fondamentale proseguire su questa strada con tempi rapidi».
Richieste
La lista delle priorità è lunga. «Dalla piazza del 18 marzo che aveva acceso i riflettori sulle principali emergenze del comparto, tra ritardi nei pagamenti, aumento dei costi, criticità sanitarie e danni da maltempo, si è passati rapidamente a una fase operativa con alcuni primi segnali concreti arrivati dalle istituzioni regionali», dicono dall’associazione. «Tra i risultati emersi si registrano in questi giorni in particolare passi avanti sul fronte dei pagamenti alle imprese agricole, con il nuovo impulso all’erogazione delle risorse legate alla Pac e ai fondi comunitari: un primo decreto ha già messo in pagamento circa 35 milioni di euro, mentre un ulteriore provvedimento da circa 37 milioni (hanno confermato a Coldiretti dalla Regione) è atteso entro la fine del mese. «Un segnale importante per dare liquidità alle aziende, da tempo alle prese con ritardi che avevano messo in difficoltà l’intero sistema».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
