Proprio mentre a Cagliari veniva presentato il rapporto Mete, sul “Sole 24 ore” ieri in edicola si poteva consultare la classifica dei capoluoghi di provincia italiani dove gli anziani godono di una migliore qualità della vita. Classifica lusinghiera per Cagliari, 6ª dietro Trieste, Trento, Milano, Roma e Verona e davanti a Bologna, Firenze, Genova, Bolzano. Sassari è 35ª, Oristano 47ª, Nuoro 77ª. Cagliari, in particolare, è al 2° posto per la percentuale di infermieri non pediatrici, mentre Oristano si rifà con il 3° per la spesa per l’assistenza domiciliare e il 2° per numero di biblioteche in rapporto alla popolazione over 65. A Sassari il 3° posto per i servizi di trasporto dedicati ad anziani e disabili. Nuoro, Oristano e Sassari conquistano, ex aequo con altri nove capoluoghi, il primato di zero esposti per inquinamento acustico ogni 100mila abitanti. Da valutare i risultati del Sud Sardegna, provincia italiana in cui si vendono meno farmaci per malattie croniche e al tempo stesso penultima per il numero di posti letto riservati alle specialità a elevata assistenza.
«Gli anziani sardi – conferma il presidente regionale delle Acli, Mauro Carta – godono di un’alta aspettativa di vita. Quanto ai servizi, un conto sono i centri urbani, mentre nelle piccole comunità si rischiano situazioni di solitudine, con l’obbligo di spostarsi altrove per mancanza di medici di famiglia, servizi come quelli postali, spazi di aggregazione e occasioni culturali a portata delle possibilità economiche degli anziani. Tuttavia, nei nostri paesini si può fare vita all’aria aperta e produrre da sé o acquistare cibi sani, e si può contare su solidi rapporti di vicinato».
Oggi, evidenziano i ricercatori dello Iares, gli over 65 rappresentano il 28,1% della popolazione sarda (mentre i minori dagli 0 ai 14 anni sono solo il 9,4%, la quota più bassa in Italia). Le proiezioni, qualora non riuscissimo a invertire la tendenza, sono drammatiche: la popolazione dell’Isola nel 2050 scenderebbe a 1.240.277 abitanti, con un calo del 20% rispetto a oggi. Gli over 64 salirebbero al 41,83%, gli under 15 scenderebbero all’8,6%: «Il dato più basso in Italia per i giovani, il più elevato per gli anziani», si legge nel rapporto Mete. (m. n.)
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