La conferenza.

Oristanese senza cure, i sindaci alla Regione: «È necessaria una svolta» 

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Una sanità in codice rosso. Nell’Oristanese è emergenza cronica: i problemi sono scritti nei numeri sciorinati dalla direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina durante la Conferenza socio sanitaria, convocata ieri dal presidente Paolo Pireddu. «Mancano 64 medici di base su 145 sedi, negli ospedali si registra una riduzione dei ricoveri e, se prima della pandemia, i cittadini che si rivolgevano ad altre strutture erano il 39%, adesso sono il 52%». I sindaci hanno ribadito il concetto chiedendo soluzioni per i territori, la presidente della Regione e assessora alla Sanità Alessandra Todde ha puntato dritta a soluzioni concrete: incentivi, un “pacchetto insediativo” per agevolare i medici che scelgono le aree disagiate, case di comunità, una riorganizzazione degli ospedali e telemedicina. Da qui si parte per risollevare un sistema in agonia.

Criticità

L’analisi della direttrice presenta luci e ombre: se da un lato sono positivi i dati sulla prevenzione dall’altro emergono le criticità dell’assistenza territoriale (42mila persone senza medico) e quelle degli ospedali dove sono in crescita gli accessi nei Pronto soccorso (33mila al San Martino in un anno). Si cerca di tamponare l’emergenza con Ascot e case di comunità (previste a Oristano, Ghilarza, Santu Lussurgiu, Samugheo e Tramatza). «Bisogna porre fine al duopolio Cagliari-Sassari, al quale abbiamo assistito impotenti in questi anni. Troppe risorse sono rimaste concentrate dove forse c’era meno bisogno» ha detto Grazia Cattina parlando inoltre della necessità di una riorganizzazione logistica al San Martino. I sindaci hanno ascoltato e rilanciato sottolineando i problemi, in clima di grande collaborazione. «Una donna malata di Sclerosi multipla da due anni aspetta una visita» ha sottolineato Francesco Mereu, sindaco di Ales e presidente del distretto sanitario Ales-Terralba. Peppino Canu, consigliere regionale, ha ribadito: «L’Ascot non può essere strutturato ma, visto che esiste, cerchiamo di farlo funzionare con collaboratori amministrativi e strumenti informatici».

Le soluzioni

Al termine del confronto, la presidente Todde si è soffermata sulla medicina generale. «Gli incentivi fino a 2mila euro al mese per due anni, con ulteriori 1.700 euro per chi aderisce alle Aggregazioni funzionali territoriali, possono consentire di coprire le sedi carenti – ha spiegato – incontrerò i sindaci per valutare possibili agevolazioni per i medici che potrebbero essere ospitati in case di comunità o locali comunali». Incentivi previsti anche per i pediatri, e ancora sanità digitale e Pronto soccorso. «Fino a giugno i codici minori sono coperti dalle coop che gestiscono i codici maggiori – ha ribadito - a breve si chiuderà la procedura Ares per 52 medici di emergenza urgenza». In particolare per l’ospedale San Martino, la presidente ha evidenziato «la necessità di potenziare il personale e alcuni reparti, strategici per un Dea di primo livello». Già partita la richiesta ad Ares per i concorsi e le convenzioni con altre Asl. «Mi aspetto che gli ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza facciano rete». Infine l’impegno a ulteriori confronti con i territori.

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