Le indagini.

Ordigno davanti a casa del cronista Cappellari, caccia agli attentatori 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

È caccia all'autore, o agli autori, dell'attentato commesso ai danni del cronista vicentino Adriano Cappellari nella notte tra sabato e domenica scorsi. L'attenzione da parte degli investigatori è massima e la procura di Vicenza, guidata da Lino Giorgio Bruno, ha aperto un fascicolo sulla base di una prima informativa dei carabinieri, che stanno seguendo diverse piste. L'episodio è stato anche al centro del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica ieri mattina in prefettura a Vicenza, per discutere in particolare del rafforzamento delle misure di sicurezza nei confronti del cronista e attorno alla sua abitazione. Cappellari, infatti, che aveva raccontato in alcuni articoli la situazione di Caivano e l'attività di don Maurizio Patriciello, era già stato bersaglio di minacce a partire dallo scorso novembre ed era già sotto tutela.

La dinamica

L'attentato è avvenuto sabato sera intorno alle 23.30, con l'esplosione di una o più bottiglie incendiarie. Il cronista, come ha raccontato, era rientrato a casa dopo aver trascorso la serata in compagnia di alcuni vicini. Poco dopo, un boato e le fiamme all'esterno della sua abitazione a Enego, nel Vicentino. L'autore, che a quanto emerso dai filmati delle telecamere di sorveglianza sarebbe soltanto uno e ha agito con il volto travisato, ha lasciato a terra una lettera contenente ulteriori minacce e l'invito a smettere di scrivere e di occuparsi di criminalità organizzata, con riferimenti a don Maurizio Patriciello e alla premier Giorgia Meloni. «Ho conosciuto Adriano nel 2024 quando fui invitato a Enego per un convegno sulle mafie - ha raccontato Don Maurizio Patriciello - a febbraio di quest'anno ho ricevuto una lettera minatoria in parrocchia, scritta con inchiostro rosso con all'interno quattro foto cerchiate con una X». Cappellari, che esclude che l'attentato sia da legare alla Camorra ma a qualcuno della zona, è stato contattato in mattinata anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, che gli ha espresso la vicinanza di tutto il Governo. «Siamo con lui - ha detto - sempre a difesa del lavoro giornalistico e della libertà di stampa».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?