Milano Cortina 2026.

Ora le Paralimpiadi ma il sogno rimane Roma nel 2040 

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«Il 6 marzo ci ritroveremo all'Arena di Verona e quella fiamma riprenderà a trasmettere i suoi valori al mondo per le Paralimpiadi, potendo godere ancora dei suoi significati perché ispirino il nostro agire quotidiano. Auspico che la forza di quel fuoco riesca a guidare i pochi che decidono le sorti del mondo, a rispettare la tregua olimpica e a trasformarla in prospettiva di pace e rispetto. Sta arrivando il tempo dei Giochi Paralimpici, sarà emozionante farne parte, sostenere tutti questi atleti meravigliosi, a partire dai nostri fantastici Azzurri». È Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, a incaricarsi (su X) di indicare la strada verso la prossima tappa. La fiamma olimpica (che ha bruciato sul braciere a Milano e Cortina d’Ampezzo per 16 giorni, si è spenta ma un’Olimpiade così ben riuscita (e soddisfacente per l’Italia sportiva e non) ha lasciato la voglia di un seguito.

Seconda parte

Quello più prossimo è naturalmente l’appuntamento paralimpico. Dal 6 al 15 marzo (ma le prime gare cominceranno il 4) le competizioni dei sei sport nel programma con oltre 600 atleti, ricominceranno nelle stesse sedi utilizzate sino a domenica. Cerimonia di apertura il 6 all’Arena di Verona e di chiusura il 15 allo Stadio del Ghiaccio di Cortina. «Non si possono organizzare le migliori Olimpiadi immaginabili, e così dicono che abbiamo fatto, senza organizzare anche delle grandi Paralimpiadi», ha promesso Giovanni Malagò, presidente di Fondazione Milano Cortina 2026. Ieri è arrivata in Italia la fiamma paralimpica. Tredici le tappe del percorso, che in undici giorni coinvolgerà 501 tedofori.

Giochi Estivi

La suggestione più grande, però, è quella di provare a riportare in Italia le Olimpiadi estive, a Roma nel 2024. Per il 2024 ci fu la candidatura della Capitale che l’allora sindaca Virginia Raggi (Cinquestelle) contribuì a mandare a picco. Malagò (allora presidente del Coni) non l’ha dimenticato: «In questo momento sembra cancellato, ma è sempre bene ricordare le cicatrici», ha detto, sostenendo che «è tutto prematuro ed è sbagliato parlarne», anche se «Roma ha due vantaggi: una storia unica, anche di candidatura olimpica, e impianti straordinari come lo stadio Olimpico. E la sostenibilità, come sapete, è tutto». E ieri ha ribadito: «Nel mio discorso, ho invitato i giovani ad avere il coraggio di pensare in grande».

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