Ventuno sì, 9 no, un astenuto: il tema era di fondamantale importanza, un po’ meno la discussione sul tema. Ieri a Palazzo Bacaredda c’era in programma la discussione del Documento unico di programmazione (Dup), quello che dovrebbe essere lo strumento principale per la guida strategica e operativa della città, il punto di riferimento fondamentale per tutti gli altri strumenti di programmazione. La seduta è stata movimentata da una telefonata anonima che annunciava la presenza di un ordigno nel palazzo comunale.
Una bomba
L’argomento è di fondamentale importanza per lo sviluppo della città per il triennio che va dal 2026 al 2028. Il clima in Aula è disteso sino a quando poco prima delle 17 al secondo piano del palazzo comunale non arriva una telefonata anonima alla presidenza del Consiglio con voce palesemente alterata che scuote il clima. «Il Comune è minato, pensate ai problemi della scuola». Alle 17,20 quattro poliziotti in borghese degli artificieri e della Digos setacciano l’Aula e gli uffici del piano a caccia dell’ordigno che – è bene chiarirlo – difficilmente sarebbe potuto entrare in Municipio, visto il servizio di controllo all’ingresso. Il presidente del Consiglio Marco Benucci, ovviamente, non ha preso sottogamba la minaccia e ha lanciato l’allarme. L’ispezione dei poliziotti si è conclusa, con esito negativo, poco prima delle 18.
La seduta
Benucci, dopo l’appello, ha sospeso la seduta in attesa del sindaco Massimo Zedda, impegnato nella cerimonia dei 100 anni di Confindustria. Poco più di 15 minuti di pausa poi prende la parola Roberto Mura, consigliere di minoranza, che ha nell’arco 12 emendamenti sul Dup: raccolta differenziata per persone fragili, cantieri coordinati, strade più sicure, parcheggi, città universitaria, parcheggi. Mozioni bocciate dalla maggioranza, che lasciano con l’amaro in bocca Mura che aveva in mente di presentare 120 mozioni «Ne terrò conto per il futuro», dice sconsolato il consigliere di minoranza che forse non si aspettava una bocciatura così netta.
Piano portuale
Poco prima delle 21, nonostante le partite di Champions League, i consiglieri comunali tengono duro. All’ordine del giorno c’è la discussione del Documento di Programmazione Strategica di Sistema (Dpss) dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. Un documento approvato a settembre dell’anno scorso dal Consiglio comunale che ha subito alcune modifiche dopo il passaggio di testimone alla guida dell’Authority. A illustrare le novità rispetto al documento approvato nel 2025 dal Consiglio l’assessore all’Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu: inserimento nell’area retrostante i moli Sabaudo e Rinascita di una fascia “retroportuale” avente una profondità di circa 90 metri; previsione di una nuova classificazione “interazione tra porto e città” della spiaggia di Giorgino compresa la rettifica del perimetro delle aree funzionali disciplinate dal Dpss in corrispondenza della stessa; modifica della classificazione dell’area dell’ex centrale Enel classificata “retroportuale” in area di “interazione porto-città”; modifica delle vocazioni nelle aree destinate allo sviluppo di attività produttive a est e a ovest del Porto canale da “Industriale e logistica” a “Energetico, industriale, petrolifero-logistica”; modifica delle vocazioni in alcune parti, più puntuali e localizzate, lungo le banchine del Porto canale, nel Porto storico nella parte compresa tra la via Roma e il canale di Santa Gilla, nell’area dell’Ex Centrale e nella diga foranea di Levante. «Delibere di straordinaria complessità atterrano in Consiglio comunale last minute», afferma il consigliere d’opposizione Giuseppe Farris. «C’è uno svuotamento delle competenze dell’Aula, questa proposta c’è stata trasmessa il 5 ottobre e votata pochi giorni dopo.». Dopo queste premesse Farris entra nel merito dei suoi tre emendamenti nei quali chiede chiarimenti sugli interventi nel molo Sabaudo e Rinascita e a Su Siccu, dove sono in programma nuove volumetrie. «La fruizione pubblica deve essere garantita». Il documento è stato approvato all’unanimità dall’Aula.
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