Il caso.

«Onorate la memoria di Zizi» 

Gli studiosi: appartiene a tutta l’Isola, Onifai ha perso un’occasione 

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Il caso della traslazione della salma del poeta Bernardo Zizi da Onifai, suo paese d'origine, a Ottana, paese di origine della moglie Filomena Contini, scuote il mondo della cultura e non solo, e apre a una riflessione più ampia: come valorizzare davvero le figure che hanno lasciato un segno nella cultura dell'Isola. «Visti gli avvenimenti – dice Franco Saba, sindaco di Ottana – noi siamo ben lieti di ospitare un noto e stimato poeta». E precisa: «Non è stato fatto nulla di diverso rispetto a Onifai per poterlo ospitare».

Oltre la burocrazia

Per il mondo della cultura, però, il punto è un altro. Per gli studiosi (anche del poeta) e gli operatori culturali bisognerebbe infatti pensare all'impronta che personaggi come Zizi lasciano nelle comunità e nella storia dei territori. Lo precisa Fabio Pillonca, di Domus de janas editore: «Bernardo Zizi era l'ultimo dei decani della poesia improvvisata e, forse, in merito, sarebbe stato utile confrontarsi un po' di più. Quel che sta accadendo dispiace. Figure come Zizi hanno lasciato un segno e la sua arte è ciò che bisognerebbe tramandare e valorizzare davvero. Mio padre Paolo ha scritto tanto su di lui, e questa è una tematica che ci tocca in modo particolare. Penso che, alla fine, in tutti i paesi, basti poco per risolvere la questione, magari anche intitolandogli una piazza, una via, oppure pensare a una casa museo, o a delle giornate dedicate e così via».

Orgoglio di Sardegna

Sulla stessa linea lo studioso Andrea Deplano, che invita a guardare oltre: «Bernardo Zizi non è più onifaese di quanto non sia di Macomer, Dorgali, Ottana o persino Cagliari. Un personaggio di quella levatura può appartenere a tutta la Sardegna, e così dovrebbe essere - dice -. Onifai, comunque, credo si sia lasciato sfuggire un'occasione unica per uno che è un vate di estremo valore, ricordo che al funerale a Macomer, il sindaco di Onifai Luca Monne disse di volerlo portare in paese. Macomer, invece, era il luogo che Zizi scelse in vita perché da lì poteva spostarsi in tutta l'Isola. Ad ogni modo, dove si trovava o si trova in vita o in morte, passa in secondo piano, anche perché è uno che avrebbe meritato la cittadinanza onoraria in qualunque Comune della Sardegna». Chiara Cocco, insegnante di lettere classiche condivide: «Più che dove si trova una persona, conta ciò che ha fatto e ciò che rimane, e cosa noi decidiamo di fare. La poesia estemporanea, per sua natura, vola col vento, ed è questo il suo fascino. Anche le persone, fisicamente, “vanno via”, ma ciò che rimane è indelebile se lo sappiamo accogliere e portare avanti. Al di là di dove siano, dovremmo sentire tutti il dovere di ricordare le persone che hanno segnato la nostra storia, soprattutto attraverso le scuole, i giovani, e far conoscere ciò che è stato. Questo conta più di tutto».

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