Martedì era stata la Uil Fp, con Cristian Pasquale Cinellu e il segretario territoriale Dionigi Deledda, a denunciare quella che ha definito una situazione assurda: per il reparto di oncologia del San Francesco di Nuoro è stato previsto un solo posto nel concorso unificato Ares, mentre sei incarichi sono stati destinati a Oristano. Un allarme pesantissimo, che ora diventa un caso politico. A intervenire duramente è il consigliere comunale e capogruppo del centrodestra in Provincia, Pierluigi Saiu, che accusa Alessandra Todde, assessora alla Sanità ad interim, di non aver mantenuto gli impegni assunti per il Nuorese e parla di «sanità malata». «Nonostante annunci, e le promesse, la situazione continua a peggiorare», afferma Saiu, sottolineando come il rischio di chiusura del reparto sia ormai «reale, concreto e immediato».
Secondo il consigliere, il reparto può contare oggi su appena due oncologhe. Una situazione che rischia di aggravarsi, perché entrambe potrebbero scegliere di trasferirsi in altre Asl, una a Oristano e l’altra in Gallura. Saiu parla di «progressivo peggioramento di un sistema già fragile», e attacca la programmazione sanitaria regionale: «A Nuoro non servono posti di sottogoverno, ma medici».
Il centrodestra ricorda che a febbraio, in conferenza socio-sanitaria, la Todde aveva assunto impegni sul rafforzamento della sanità nuorese. Il consigliere annuncia la richiesta di una convocazione urgente della conferenza socio-sanitaria alla presenza della Regione.
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