Nessun oncologo ha scelto l’Ogliastra per lavorare. La conseguenza? Liste d’attesa ingrossate, con pazienti in coda che attendono con il nodo in gola una consulenza. L’Asl Ogliastra corre ai ripari: 15 ore settimanali di straordinario per abbattere le attese. I due specialisti di Oncologia hanno accettato la sfida aziendale. Una soluzione tampone (trimestrale) cui l’Asl ha dovuto ripiegare proprio perché l’irrobustimento dell’organico, sia tramite le procedure selettive, sia attraverso contratti libero professionali, è stato un flop: i procedimenti sono andati deserti. Nessuno ha manifestato interesse a lavorare nel reparto in cui l’utenza è in continuo aumento, in particolar modo dal Nuorese, dove emergono criticità all’accesso tempestivo alle cure per carenza di figure mediche.
Il progetto
Potenziamento della presa in carico dei pazienti oncologici, riduzione dei tempi d’attesa per la prima visita e per l’inserimento in terapia e nel programma di controlli periodici, l’ottimale gestione dell’iscrizione mediante l’istituzione del Centro accoglienza servizi e l’ampliamento dell’offerta e risposta oncologica per le Unità operative ospedaliere. Sono i benefici attesi dalla ricetta per tagliare le liste d’attesa nel reparto oncologico. Il modello d’urgenza è stato adottato con il benestare dei due specialisti.
Le risorse per i loro compensi verranno pescate dai fondi aziendali, in attesa che la Regione rimpingui il capitolo adeguato. Oggi il servizio di Oncologia è coordinato e attuato per la parte medica da due specialisti ambulatoriali e per la parte del comparto da cinque infermieri professionali e un oss.
Contro l’isolamento
All’Asl sono consapevoli che per sopperire alle croniche carenze infrastrutturali, su tutte la viabilità con la statale 389 che attende interventi di riqualificazione e che prossimamente subirà importanti variazioni alla circolazione, occorra adottare sul territorio un adeguamento al servizio sanitario: «Nella rete oncologica regionale - spiegano dall’Azienda - l’Asl Ogliastra assume valenza strategica per la particolare configurazione oro-geografica. Il territorio mal collegato per via della rete stradale insufficiente e circoscritto tra le catene montuose e il mare, presenta difficoltà per gli spostamenti da parte della popolazione. Risulta quindi necessario mantenere e potenziare il servizio di Oncologia sia sul presidio ospedaliero che sul territorio».
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