Estate cafona

Ombrelloni abusivi, blitz della Forestale a Cala delle Mimose 

Un pezzo di spiaggia a Badesi era stata occupata con 109 posti 

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Le proteste fioccavano negli uffici comunali di Badesi da settimane, il tenore era sempre lo stesso: «A Baia delle Mimose si sono rubati un pezzo di spiaggia». Non uno o due ombrelloni lasciati in un angolo dell’arenile, ma un intero settore della superficie demaniale (quindi di tutti) occupata in pianta stabile da 97 ombrelloni e 109 sdraio (con annessi palette e secchielli per i bambini). Spiaggia privata di fatto, con tanto di catene per legare il “pacchetto” (ombrellone più lettino pieghevole) e scoraggiare i ladri. Sì, perché la distesa di ombrelloni era permanente, giorno e notte, dagli inizi di agosto. La riconquista di Baia delle Mimose è avvenuta tra il 18 e il 19 agosto. L’Ispettorato Forestale di Tempio ha coordinato una task force composta da guardie forestali e personale della compagnia barracellare e del Comune di Badesi. Unica possibilità per dimostrare “l’occupazione impropria di porzioni di arenile mediante il posizionamento di attrezzature” e quindi la violazione dell’articolo 3 dell’ordinanza balneare 2026, era agire nel cuore della notte. E così è stato, a Baia delle Mimose sono arrivati i barracelli con pick up, quad e carrelli. Nel buio più fitto è iniziata la “eradicazione” della distesa di ombrelloni abusivi. Il lavoro è durato diverse ore, sono stati portati via e sequestrati 97 ombrelloni, 109 sdraio, tavole da surf, sedie pieghevoli, salvagente e giochi per bambini. Stando alle indagini del Corpo Forestale, le persone che stanno trascorrendo le vacanze in un resort della zona hanno occupato militarmente un pezzo di spiaggia e utilizzato illegalmente lo spazio demaniale, in via esclusiva e senza interruzione.

«Rivoglio tutto, è mio»

Ma non è finita, perché tra giovedì e ieri è stato fatto un regalo al Corpo Forestale. Difficile per il personale dell’Ispettorato di Tempio identificare i responsabili della occupazione di Baia delle Mimose e così un aiuto decisivo al personale della Vigilanza ambientale è arrivato dagli stessi proprietari degli ombrelloni. Qualcuno, infatti, si è presentato negli uffici del Comune di Badesi molto contrariato, chiedendo conto del prelievo senza preavviso delle attrezzature. Ai turisti adirati è stato detto: «Quindi, il materiale è suo». La risposta affermativa ha reso possibile l’identificazione e la successiva contestazione con annessa sanzione amministrativa. Di fatto una autodenuncia, che lo stesso Corpo Forestale consiglia con una nota indirizzata ai tutti i proprietari “defraudati”: «Chi volesse recuperare le proprie attrezzature rimosse può farlo rivolgendosi all’Ispettorato Forestale di Tempio Pausania, presso la Sala Operativa, o all’URP del Servizio Ispettorato Tempio». C’è la massima disponibilità per chi ha perso il suo posto al sole.

«Proteste continue»

Il sindaco di Badesi, Gianmario Mamia, spiega che cosa è successo a Baia delle Mimose: «È semplice, da giorni, quotidianamente, stavamo ricevendo proteste. Le persone ci dicevano che qualcuno si era preso un pezzo di spiaggia. Si può tollerare un ombrello lasciato durante la pausa pranzo, ma qui c’era una distesa di quasi cento posti occupati permanentemente. Badesi ha nove chilometri di arenile, se si rispettano le regole c’è spazio per tutti. Siamo ospitali e disponibili con le persone che vengono qui, ma in questo caso è stato necessario intervenire. La spiaggia è un bene di tutti».

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