Molentargius.

Oliveto e alberi per la rinascita della piana di Is Arenas 

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Il ritorno della vocazione agricola nella piana di Is Arenas, sul fronte quartese del parco naturale di Molentargius, parte dall’oliveto sperimentale realizzato da un gruppo di disoccupati quartesi. Lo spazio verde è stato inaugurato ieri con dei testimonial d’eccezione: Pully, la mascotte del Cagliari calcio, e il centrocampista Mattia Felici, presenti al taglio del nastro insieme a una rappresentanza dalla società rossoblù - che ha finanziato in parte il progetto - con i bambini della scuola calcio. E ovviamente i vertici del parco e del Comune che ha dato anche un contributo economico nell’ambito dei fondi dedicati agli interventi di coesione sociale, insieme alle associazioni e aziende agricole coinvolte.

Le attività

Al centro del progetto, sociale e ambientale, un percorso formativo che combina teoria e pratica: dalla progettazione dell’oliveto alle tecniche di coltivazione, fino alla conoscenza dell’olio attraverso degustazioni e attività in campo, incluse visite in diverse aziende agricole. Settanta ore di attività previste, e un oliveto - con 80 piante già avviate, e altre 10 messe a dimora ieri insieme ai bambini presenti che hanno “adottato” simbolicamente gli alberi - che fa rinascere una zona della piana di Is Arenas sino a poco tempo fa inutilizzata. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Istrù Formazione e Sviluppo, la consulenza tecnica delle agenzie regionali Agris e Laore, e con l’Anffas che è stata coinvolta per le attività inclusive.

Il rilancio

«È un passo importante verso la ricostituzione del tessuto agricolo della piana e una sua fruizione sostenibile da parte dei cittadini, anche in prospettiva della realizzazione di ulteriori spazi come gli orti sociali», dice il presidente del parco di Molentargius, Stefano Secci. «Le risorse investite negli anni dall’amministrazione Milia nei progetti di coesione sociale hanno dato risultati più che confortanti», commenta l’assessore ai Servizi sociali Marco Camboni. «Questo progetto ne è un’ulteriore prova, confermando anche quanto sia proficuo puntare su lezioni sia teoriche che pratiche per trasmettere esperienze e competenze».

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