La storia.

Olbia, la sartoria dell’integrazione 

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Ago e filo per cucire inclusione, integrazione, solidarietà e sostenibilità: nel centro diurno della cooperativa sociale Villa Chiara a Olbia è nata la sartoria di comunità, uno spazio per tessere relazioni, riciclare tessuti e creare nuovi prodotti e nuove competenze. Imbastiti i primi rudimenti, sono già state confezionate tende e tovaglie per arredare la struttura che accoglie venti persone con disabilità ma il laboratorio che insegna l’arte del cucito ad alcuni ospiti ha progetti più ambiziosi. Forbici, metri sartoriali e macchine da cucire (donate) erano già in dotazione al centro ma «l’idea di creare una sartoria sociale è nata quando Bamba ha bussato alla nostra porta, proponendo di offrire le sue competenze come contributo volontario», racconta l’educatrice di Villa Chiara, Rita Casta.

Scambio interculturale

Arrivato dal Senegal a Olbia cinque anni fa, Bamba Gio è un sarto professionista che, due volte alla settimana, regala il suo talento e impartisce le tecniche del lavoro ad ago, di taglio e cucito. Non solo garantisce la qualità artigianale dei manufatti, spiega Casta, «l’esperienza professionale di Bamba e il suo percorso personale diventano strumenti di crescita reciproca e di scambio interculturale». L’iniziativa punta a rafforzare l’autonomia dei ragazzi coinvolti, sviluppandone creatività e potenzialità, ed è pensato per abbattere le barriere dell’isolamento sociale, aprendo il servizio a tutta la comunità. I primi orli sono già stati commissionati e Villa Chiara lancia un appello alla città: «Quando avete bisogno di un piccolo intervento sartoriale o anche di lavori più strutturati, pensate a noi: il progetto ha necessità di essere sostenuto perché diventi solido e continuativo».

Non solo rammendi, la sartoria di comunità ha in cantiere un’idea sfidante: creare una linea di borse firmate Villa Chiara. Nell’ottica del riuso e della commercializzazione di capi e accessori autoprodotti come volano per generare fiducia e dignità nei sarti provetti, dice l’educatrice, «ci sono stati regalati dei grandissimi teli pubblicitari, ormai dismessi, prima utilizzati in aeroporto per promuovere la destinazione Sardegna, colorati e stampati con elementi identitari dell’Isola, dai quali ricaveremo shopping bag e borse da mare». Il prototipo è pronto, le borse saranno destinate a progetti di solidarietà locale e internazionale.

Gli obiettivi

Tra i prossimi obiettivi, l’assunzione di Bamba Gio, con un contratto regolare come maestro d’arte, per promuovere l’inclusione lavorativa di persone provenienti da contesti migratori. «Il suo inserimento nella cooperativa rappresenta un esempio concreto di integrazione socioeconomica che promuove, anche, la diversità culturale come risorsa e le competenze artigianali come linguaggio universale e strumento di dialogo», dicono dalla cooperativa sociale, nata nel 2013, che gestisce servizi assistenziali ed educativi dedicati alle persone con disabilità. Un esperimento di triplice inclusione che, nelle intenzioni delle educatrici, «può diventare una scuola per trasformare la passione in mestiere e in opportunità lavorativa, aprendo alla possibilità di inserimento occupazionale per i nostri ragazzi». Impegnati in tante attività, tra le quali laboratori di cucina e di ceramica, qualche sera fa, gli ospiti di Villa Chiara hanno lavorato in un ristorante del centro storico, impegnati, tra fornelli e tavoli, a servire una cena solidale.

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