Un tris di vittorie per mandare un messaggio forte al campionato: l’Esperia Cagliari vuole essere protagonista fino in fondo. Il momento di fiducia della squadra rossoblù prosegue, dopo gli stop contro le due capoliste Carver e Stella Ebk sono arrivate le affermazioni consecutive contro Antoniana, Benevento e San Paolo. Un filotto che è valso il quinto posto. Tradotto: l’Esperia non ha perso di vista l’obiettivo della lotta al vertice.
In crescita
Coach Federico Manca incassa con soddisfazione, anche perché i successi sono accompagnati da segnali incoraggianti sul piano del gioco: «Eravamo in crescita già da tempo», osserva, «la differenza è che ora le prestazioni sono sostenute anche dai risultati». Il rientro di Marco Giordano, dopo i lunghi mesi di stop per i problemi al ginocchio, ha dato una spinta in più: «Per ora soprattutto dal punto di vista emotivo e della leadership, anche perché il suo minutaggio è ancora limitato. La sua presenza ha rafforzato il clima positivo all’interno del gruppo». Il ritorno dell’estroso play argentino può rappresentare l’arma in più nella seconda parte di stagione: «In lui ho visto grande voglia», aggiunge, «siamo stati attenti a non forzare i tempi. Marco non ha paura di provare dolore, si allena molto bene ed è rientrato con un piglio da leader persino più marcato rispetto allo scorso anno».
Occhio alla Tiber
Anche la classifica, nel frattempo, è cambiata. Solo poche settimane fa l’Esperia gravitava ai margini della zona playoff, mentre oggi il terzo posto dista appena 4 punti: «La classifica non è mai stata un assillo», sottolinea, «la formula ci permetteva di lavorare con pazienza, anche in attesa della maturazione di un giocatore fondamentale come Frattoni». La guardia sudamericana è uno dei simboli della crescita rossoblù: «Sta migliorando sotto ogni aspetto. Gli abbiamo dato fiducia, concedendogli anche di sbagliare. Lui e Giordano si completano tecnicamente e tatticamente, oltre a essere ottimi amici».
Domenica la Confelici gioca a Roma con la Tiber, in una trasferta che si annuncia complessa: «Uno degli avversari peggiori che potessero capitarci in questo momento», avverte il tecnico, «giocheremo in un palazzetto piccolo e molto caldo, contro una squadra veloce e aggressiva. Per vincere dovremo sbucciarci le ginocchia e adattarci subito a un clima da battaglia».
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