Uta.

Ok alla variante del Puc, ridotti i vincoli 

Ora si può edificare in molte delle aree bloccate per il pericolo di alluvioni 

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Entrano in vigore a Uta la variante del Puc e le norme di attuazione urbanistica per poter svincolare le aree bloccate dal massimo rischio idrogeologico HI4, ora invece classificate HI star. Sono state pubblicate dal Buras, il Bollettino ufficiale della Regione, dopo un percorso durato tredici anni: dal dicembre 2013. Oltre il 60 per cento del centro urbano fu vincolato dal Piano stralcio delle fasce fluviali e, successivamente, dal Piano di gestione alluvioni.

Le aree sbloccate

Sono la zona ovest del paese verso via Is Prunixeddas e via Is Carrubeddas; la zona sud nel comprensorio di via Ponte e la zona est con il riferimento di via Montegranatico, ma tutto il centro abitato è stato quasi completamente riqualificato. Ora è possibile realizzare nuove edificazioni, in grado di soddisfare la grande richiesta di chi vuole trasferirsi nel paese e di chi vuole riqualificare il patrimonio edilizio esistente. «Questo risultato è forse l'obiettivo più importante della nostra attività amministrativa in undici anni», dice il sindaco Giacomo Porcu: «Abbiamo intrapreso un percorso basato sul rigore scientifico, la sicurezza delle persone e dei luoghi, oltre che un corretto e leale rapporto con la Regione, l'Università e gli Enti interessati. Ora Uta potrà ripartire con una gestione del territorio che consenta la crescita coerente dei servizi e la sua capacità abitativa in grado di rispondere all'altissima richiesta che premia il nostro paese».

Il cambiamento

A Uta ora ci sarà la possibilità di far sviluppare, nelle aree interessate, nuovi servizi per una comunità che negli anni ha visto un’importante crescita demografica. I vincoli idrogeologici sono stati posti dal 2012 con inserimenti di nuove zone, in base a una legge regionale che utilizzava - per l’individuazione delle aree da proteggere - studi di tipo “monodimensionale” applicati anche in aree alpine. Il Comune ha invece fatto avviare nuovi studi di tipo “bidimensionale” che hanno messo in evidenza come le aree del territorio sottoposte a vincolo idrogeologico potessero essere declassate. Da lì è partito il procedimento verso questa direzione e, dopo diversi passaggi, il Comune ha deliberato la possibilità di poter declassare le aree interessate, dopo il via libera dato da Regione, Città metropolitana e altri Enti competenti nei giorni scorsi. Porcu aggiunge «Siamo vicini al Capoluogo, ma immersi in un ambiente naturale unico. Non è un punto d’arrivo ma una nuova ripartenza in quanto, ora, dovranno essere pensate e realizzate le poche opere di mitigazione in grado di eliminare le poche criticità rimaste».

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