Roma. Rientreranno stamattina in Italia le salme dei quattro militari morti giovedì scorso nel tragico schianto di un elicottero Chinook in Bosnia, durante una missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. Un aereo militare con a bordo i corpi dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e degli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, è atteso all'aeroporto di Ciampino. Ad attendere le salme dovrebbe essere il ministro della difesa Guido Crosetto.
In settimana sono previsti i funerali anche se non è escluso che le autorità giudiziarie possano disporre le autopsie. Dall'ospedale di Tuzla, dove è ricoverato per le ferite riportate nell'incidente, il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente del team Medevac della Cri e unico superstite della squadra sanitaria afferma che «è un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo». Con l'areo militare potrebbero tornare in Italia anche i feriti in grado di viaggiare.
Complessivamente sono tre, compresa quella delle autorità bosniache, le indagini avviate sull'incidente che ha causato anche il ferimento di undici persone che erano a bordo del velivolo. A Roma risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti. La procura militare procede per il reato militare di perdita colposa, mentre la procura ordinaria ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo. L'attività investigativa si concentrerà in particolare sugli accertamenti tecnici sui rottami del Chinook e sull'analisi della scatola nera, elementi considerati fondamentali per ricostruire quanto accaduto nei momenti precedenti allo schianto. Gli uffici giudiziari italiani lavoreranno in stretta collaborazione con la commissione di esperti inviata dalla Difesa in Bosnia per effettuare una serie di rilievi tecnici e ascoltare testimoni, a cominciare dai piloti dell'elicottero. Sulle cause dell'incidente restano aperte diverse ipotesi. Esclusa l'azione esterna o un atto terroristico, l'attenzione degli inquirenti si concentra sulla possibilità di un'improvvisa avaria tecnica oppure di un errore umano. In questo ambito risposte arriveranno dalle consulenze che verranno affidate per analizzare i rottami e la scatola nera. Il Chinook era impegnato in una missione di evacuazione medica. Il velivolo era partito da Viterbo e aveva effettuato una sosta tecnica all'aeroporto di Pratica di Mare prima di raggiungere la Bosnia. Complessivamente a bordo si trovavano quindici militari.
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